PLAST Aprile 2026 | 页面 35

Gli otto fattori abilitanti

Driver 1( culturale). Crescente consapevolezza dei consumatori riguardo al problema dei rifiuti plastici. Driver 2( normativo). Emergere di obiettivi di policy per il riciclaggio della plastica e di normative complementari in materia di sostenibilità. Driver 3( economico). Nuovi operatori e partnership nella catena di approvvigionamento volti ad aumentare la produzione e l’ uso di plastiche riciclate nel settore automotive. Driver 4( economico). Elevati volumi di rifiuti plastici post-consumo provenienti da diversi settori. Esiste un stock ingente di rifiuti plastici incorporato nei veicoli a fine vita e proveniente anche da altri settori( imballaggio, edilizia e costruzioni, E & E). Il settore automotive potrebbe riutilizzarli: per i tessuti dei sedili delle autovetture, per esempio, si potrebbero produrre fibre PET attingendo al 60 % di bottiglie di plastica attualmente non riciclate nell’ UE. Driver 5( tecnico). Miscelazione di granuli riciclati e vergini per soddisfare i requisiti materiali dei nuovi componenti del veicolo. Il contenuto riciclato può variare tra il 30 % e il 90 %. I rifiuti plastici possono essere miscelati con additivi per il riciclo( booster) nella fase di compoundazione, per renderli consoni alle applicazioni automotive. Driver 6( tecnico). Maturità delle tecnologie di riciclo meccanico. Le nuove tecnologie digitali incrementano ancor più la qualità e i tempi di riciclo. Per questo, la capacità produttiva UE di plastica riciclata potrebbe aumentare con investimenti finanziari abbastanza contenuti. Driver 7( tecnico). Adozione di polimeri facilmente riciclabili grazie alla transizione ai veicoli elettrici. I riciclatori si concentrano molto su polimeri quali il PP, attualmente il più facile da riciclare. Questo rappresenta circa il 50 % dei volumi produttivi dei riciclatori. Il PP è utilizzato al momento in circa il 6 % della massa plastica di un veicolo, in parti di base non a vista e prive di requisiti tecnici specifici. Si prevede che l’ utilizzo del PP nei veicoli elettrici aumenti, poiché questi operano a temperature più basse. Driver 8( tecnico). Progressi nella tecnologia di riciclo chimico. Soluzione complementare al riciclo meccanico, utile per trattare i rifiuti plastici post-consumo invecchiati, consente applicazioni di alta qualità ed è adatto ad applicazioni di nicchia. Potrebbe però volerci ancora una decina di anni per la fattibilità tecnica ed economica. Il riciclo chimico per PET e PUR potrebbe essere il più vicino alla disponibilità commerciale. Prestazioni ambientali e competitività del riciclo chimico devono essere valutate con attenzione. Il processo è infatti ad alta intensità energetica.
Criteri e politiche Entro il 2030, la media di mercato della plastica riciclata in un nuovo veicolo potrebbe aumentare grazie a innovazione, progressi tecnologici e dichiarazioni ambientali. Una disponibilità maggiore di flussi di materiali da veicoli a fine vita assieme a una crescente varietà di polimeri incorporati nei nuovi veicoli pongono però delle sfide nel riciclaggio. Per definire quindi i criteri di elaborazione delle politiche alla base del nuovo regolamento sui veicoli fuori uso, lo studio empirico di JRC ha sviluppato un’ analisi SWOT, ovvero“ strengths-weaknesses-opportunities-threats”( punti di forza, debolezze, opportunità, minacce), secondo le linee guida UE per una migliore regolamentazione. Sono stati utilizzati i contributi degli stakeholder, i driver e le barriere. Un primo criterio individuato è l’ ambizione dell’ intervento di policy, incluse norme non vincolanti, requisiti obbligatori di informazione e di prestazione, incentivi economici e obiettivi di contenuto di plastica riciclata. Un secondo criterio è la tempistica dell’ intervento di policy: da 3 a 5 anni dopo l’ adozione come fase pilota e di monitoraggio e 6-7 anni dopo l’ adozione della misura per gli obiettivi più ambiziosi. Il terzo criterio riguarda il perimetro dell’ intervento di policy. In considerazione della grande varietà di termoplastiche utilizzate nelle vetture, lo studio suggerisce di applicare gli obiettivi a livello di veicolo o di tipo di veicolo o relativo al parco veicoli degli OEM. Il Joint Research Centre sottolinea inoltre che, sebbene l’ intervento di policy debba riguardare un’ ampia gamma di polimeri, potrebbe spostare l’ equilibrio a favore di quelli più facilmente riciclabili e riutilizzati nel veicolo in un circuito chiuso. Sulla base di questi criteri, il JRC ha elaborato tre opzioni di policy, come illustrato in tabella. Le opzioni proposte includono misure normative non vincolanti( ad esempio impegni volontari o incentivi economici) e vincolanti( ad esempio definizione di obiettivi di contenuto riciclato). L’ accordo provvisorio sul nuovo regolamento può quindi essere letto alla luce di tutti questi dati e informazioni individuati dallo studio del Joint Research Centre.
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