PARTS TRUCK Sett/ott 2026 | Page 79

MERCATO
vi.“ L’ acquisto del trainato ha bisogno di certezze, in quanto il trasportatore sa che il rimorchio o il semirimorchio è destinato normalmente ad essere utilizzato per un periodo molto lungo”, afferma Mastagni.
CRONISTORIA DI UN SEMESTRE Il mercato di rimorchi e semirimorchi aveva chiuso il 2025 con una crescita del 24,4 % e quasi 2.000 unità in più, mettendo fine a un biennio fortemente negativo. Una ripresa che ha però iniziato a perdere slancio già nei primi mesi del 2026, fino al brusco calo di maggio:-20,4 %, con 1.333 unità immatricolate contro le 1.674 dello stesso mese del 2025.“ La fiammata positiva di inizio anno derivava da due ragioni – spiega Michele Mastagni –: da una parte, la coda delle consegne relative agli ordini della seconda parte del 2025 e, dall’ altra, gli incentivi del click day del 17 dicembre 2025, che in soli quattro secondi ha esaurito i 3,8 milioni di euro previsti per il rinnovo dei trainati. Un dato che evidenzia chiaramente come il settore abbia bisogno di incentivi strutturali”. A giugno il mercato è tornato a crescere del 16,7 %, portando il bilancio del semestre a 7.878 unità, appena lo 0,9 % in più rispetto al 2025.“ Ben venga questo dato positivo, ma non credo si possa parlare di ripresa della domanda, quanto piuttosto di acquisti che ormai non potevano più essere differiti. È fondamentale evitare che il protrarsi dell’ attesa sugli incentivi continui a frenare le decisioni di acquisto anche nella seconda parte dell’ anno”, dice ancora Mastagni.
LA QUESTIONE VECTO A complicare ulteriormente il quadro c’ è VECTO( Vehicle Energy Consumption Calculation Tool), il modello di calcolo europeo che attribuisce ai semirimorchi un valore teorico di CO₂. Il Regolamento( UE) 2024 / 1610 prevede per i costruttori una riduzione del 10 % entro il 2030 del valore simulato per i semirimorchi. È proprio il principio alla base del sistema a essere contestato dall’ industria. I semirimorchi non dispongono infatti di un proprio sistema di propulsione e non producono direttamente emissioni di CO₂; inoltre, la valutazione si basa su simulazioni e non sulle emissioni rilevate nelle reali condizioni di utilizzo. Secondo i costruttori, il modello non tiene sufficientemente conto dei limiti fisici dei veicoli e delle effettive condizioni operative del trasporto.“ A questo proposito, sollecitiamo l’ avvio immediato della revisione del Regolamento sulle emissioni di CO₂ dei veicoli pesanti, richiesta recentemente sottoscritta anche dai vertici di oltre 30 Costruttori europei di rimorchi – spiega Michele Mastagni –. Senza interventi strutturali, dal 2030 i Costruttori subiranno sanzioni sproporzionate, con aumenti insostenibili dei prezzi e una riduzione della capacità utile dei mezzi, innescando il paradosso di dover effettuare più viaggi per trasportare la stessa quantità di merci. Questo scenario finirebbe per spingere le aziende a mantenere in servizio mezzi obsoleti, danneggiando ambiente e sicurezza”.
L’ EVOLUZIONE DEI TRAINATI L’ evoluzione tecnologica dei trainati pone anche il problema dell’ adeguamento della normativa italiana.“ L’ iter
Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo rimorchi, semirimorchi e allestimenti di UNRAE
di revisione del Codice della Strada rappresenta un’ opportunità imperdibile per allineare il quadro normativo nazionale all’ evoluzione tecnologica dei Costruttori. Chiediamo di autorizzare finalmente la circolazione ordinaria dei complessi veicolari allungati fino a 18,75 metri e di riconoscere ulteriori soluzioni già disponibili sul mercato, quali rimorchi elettrificati, assali con recupero di energia, sistemi di accumulo bidirezionali e pannelli fotovoltaici integrati. Tecnologie capaci di abbattere i consumi, accrescere l’ efficienza della catena logistica e consolidare il ruolo dell’ I- talia nell’ innovazione del comparto”. Il mercato, dunque, sembra sospeso più che fermo. Il parco ha urgente bisogno di essere rinnovato, le tecnologie sono disponibili e i Costruttori sono pronti. Anche la domanda, seppure frenata dall’ incertezza, non sembra mancare. Per trasformare lo stallo in ripartenza servono però regole chiare, incentivi operativi e tempi certi. In altre parole, manca ancora qualcuno che dia lo start.
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