DOMANDA altalenante
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L’
estate
Buoni i pesanti, tengono rimorchi e semirimorchi, vivaci i bus
di Miriam Sala del 2026 si è rivelata un passaggio delicato per le dinamiche dell’ economia internazionale, pesantemente condizionate dall’ e- scalation delle tensioni geopolitiche. A luglio, i costi dell’ energia hanno ripreso una traiettoria ascendente, guidati dagli impatti sistemici del conflitto tra Stati Uniti e Iran che hanno continuato a frenare i processi di crescita su scala globale. In questo scenario, l’ inflazione si mantiene su livelli elevati, costringendo la Banca Centrale Europea a un nuovo rialzo dei tassi d’ interesse. Una scelta di politica monetaria che, aumentando il costo del credito, finisce per penalizzare in modo diretto la ripresa degli investimenti da parte del tessuto produttivo. Le prospettive per le imprese italiane sono caratterizzate da un’ incertezza profonda che si innesta su un sentiero di crescita già strutturalmente debole. Le previsioni diffuse a luglio dal Fondo Monetario Internazionale stimano infatti per l’ Italia un incremento del PIL limitato allo 0,5 % sia per il 2026 che per il 2027. La preoccupazione maggiore riguarda l’ andamento dei due trimestri centrali dell’ anno, durante i quali sia l’ Italia che la Germania rischiano di scivolare in una vera e propria recessione tecnica, definita dalla flessione congiunturale del PIL per due trimestri consecutivi. Secondo le stime pubblicate a maggio dalla Commissione Europea, nel secondo trimestre del 2026 il PIL italiano dovrebbe subire una contrazione dello 0,1 % rispetto al trimestre precedente, a fronte del-0,2 % previsto per quello tedesco. Per il terzo trimestre, le previsioni indicano invece una crescita pari a zero per entrambe le principali economie manifatturiere del continente, confermando una fase di sostanziale stagnazione che rischia di protrarsi per tutto l’ anno. Secondo i dati ISTAT, a giugno 2026, l’ indice della produzione industriale( 2021 = 100) è in diminuzione dello 0,6 % su base tendenziale e dell’ 1,0 % su base congiunturale. L’ indice della produzione per il solo settore automotive è in crescita, nello specifico del 2,8 % rispetto a giugno 2025 e in calo del 4,8 % rispetto al mese precedente. Nel cumulato del primo semestre del 2025, l’ indice della produzione industriale, nel suo complesso registra un aumento( 0,5 %). Nello stesso periodo, il settore automotive registra un incremento del 13,5 %. I singoli comparti del settore automotive mostrano le seguenti variazioni tendenziali:
• l’ indice della produzione di autoveicoli( ATECO 29.1) è in crescita del 10,5 % nel mese e del 22,8 % nel cumulato
• l’ indice della produzione di carrozzerie R & S( 29.2) diminuisce dell’ 1,3 % nel mese e del 5,4 % nel cumulato
• l’ indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli( 29.3) cala del 8,5 % nel mese, ma risulta in aumento del 2,1 % nel cumulato.
Per quanto riguarda la produzione rilevata da ANFIA, il totale degli autoveicoli prodotti nel primo semestre 2026 ammonta a circa 302mila unità, il 13,4 % in più dello stesso periodo del 2025.
DOMANDA DI VEICOLI INDUSTRIALI Il mercato italiano dei veicoli industriali presenta, nei primi sette mesi del 2026, andamenti molto differenziati. Per il mercato degli autocarri con massa superiore a 3,5 tonnellate, i primi sette mesi del 2026 delineano un andamento complessivamente positivo, ma caratterizzato da una progressiva
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