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Silvano Guelfi Direttore scientifico dell’ Osservatorio Mercato IAM |
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taria che ha ospitato il convegno, gremita dal gotha della distribuzione IAM, e non solo, italiana.
RESTA SOLIDA LA DOMANDA DI MANUTENZIONE In uno scenario macroeconomico fragile ma non recessivo, la domanda di manutenzione resta strutturalmente solida, sostenuta dall’ invecchiamento del parco circolante e dalla centralità del trasporto su gomma. L’ economia globale continua a espandersi nonostante shock energetici, tensioni geopolitiche e politiche monetarie restrittive, ma con traiettorie divergenti tra le principali aree. In questo scenario è fondamentale distinguere tra crescita nominale e reale: l’ aumento del PIL non si traduce automaticamente in maggiore potere d’ acquisto, soprattutto in Europa, dove il divario incide direttamente sulla domanda nei settori legati alla mobilità e alla manutenzione. L’ inflazione sta rallentando nel biennio 2024 – 2025, ma l’ aumento cumulato dei prezzi dal 2020 resta significativo. In Italia i salari nominali stagnano e le retribuzioni reali risultano inferiori di circa il 9 % rispetto al 2021. Il fiscal drag spinge i redditi verso scaglioni fiscali più elevati, comprimendo ulteriormente il reddito disponibile, in particolare per il ceto medio. La perdita di potere d’ acquisto riduce la propensione alla spesa e induce imprese e operatori logistici a ottimizzare l’ utilizzo dei mezzi e rinviare investimenti non
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essenziali. A ciò si aggiunge il costo del capitale: la BCE mantiene un approccio prudente e il credito resta selettivo. Per la filiera IAM questo significa maggiore attenzione al capitale circolante, pressione su stock e investimenti e forte focus su liquidità e tempi di incasso, con un vantaggio competitivo per gli operatori più strutturati e finanziariamente solidi.
DEMOGRAFIA E ANZIANITÀ DEL CIRCOLANTE Le trasformazioni demografiche e del lavoro stanno ridefinendo il trasporto e la manutenzione. L’ invecchiamento della popolazione e la perdita di giovani qualificati riducono la disponibilità di competenze tecniche, mentre aumentano i costi indiretti del lavoro. Ne deriva un maggiore sfruttamento dei veicoli esistenti e l’ allungamento della vita utile del parco circolante: meno mezzi nuovi e più chilometri percorsi significano una domanda strutturalmente sostenuta di manutenzione e ricambi. Il trasporto stradale movimenta circa l’ 88 % delle merci e il camion resta insostituibile, rendendo la domanda di manutenzione anticiclica anche nelle fasi di rallentamento economico. Il parco circolante italiano, tra i più anziani d’ Europa, con un’ ampia presenza di veicoli pre Euro VI e trailer datati, implica maggiore fabbisogno di ricambi e crescente complessità tecnica degli interventi. L’ Independent Aftermarket Truck cresce più in valore che in volumi: i fattu-
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rati aumentano grazie a prezzi medi più elevati, mix prodotto più complesso e maggiore incidenza dei servizi, mentre i volumi restano stabili o in lieve calo. L’ aftermarket evolve da mercato di sostituzione standardizzata a ecosistema di soluzioni tecniche, logistiche e digitali.
POLARIZZAZIONE ED EVOLUZIONE DEL COMPARTO Parallelamente, la struttura competitiva si polarizza: i grandi distributori migliorano produttività e controllo dei costi, mentre le PMI soffrono l’ aumento dei costi strutturali e rigidità organizzative, con la fascia intermedia maggiormente esposta alla pressione competitiva. Dal punto di vista economico-finanziario, il margine commerciale migliora leggermente, ma il margine operativo lordo resta sotto pressione per l’ aumento dei costi di struttura. Migliorano invece tempi di incasso e gestione finanziaria: la redditività rimane positiva ma più selettiva. Il ruolo dell’ aftermarket evolve profondamente: non riguarda più solo la disponibilità del ricambio, ma la capacità di garantire servizio, competenza tecnica e continuità operativa. Efficienza logistica, gestione dei dati, integrazione con le officine e sostenibilità finanziaria diventeranno fattori competitivi decisivi. In questo scenario l’ aftermarket indipendente si conferma stabilizzatore del sistema truck. Per il biennio 2025 – 2026 si prevede crescita moderata, inflazione sotto controllo e tassi in graduale riduzione. Il messaggio per la filiera IAM è chiaro: la resilienza è confermata, ma la crescita futura non sarà guidata dai volumi. Organizzazione, efficienza operativa, solidità finanziaria e qualità del servizio saranno determinanti.
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