L’ ADDIO AL DOGMA: NASCE IL MODELLO“ 90 %” Il cuore del cambiamento risiede nella revisione degli standard CO2 per il 2035. L’ obbligo di riduzione è stato fissato al 90 %, archiviando definitivamente il target del 100 %. Questa non è una concessione politica, ma una opportuna revisione basata sulla realtà industriale. Quel 10 % di tolleranza rappresenta l’ apertura a una vera neutralità tecnologica. In questo“ spazio vitale”, le emissioni potranno essere compensate attraverso l’ uso di e-fuels, biocarburanti e l’ impiego di“ acciaio verde” prodotto in UE. Si apre così la strada alla coesistenza di elettrico, plug-in, mild hybrid e motori |
a combustione di nuova generazione, permettendo all’ industria di rispondere a mercati differenziati con tempistiche sostenibili.
LA STRATEGIA A TRE CORSIE La commissione ha iniziato a recepire il modello“ a tre corsie” suggerito dal Presidente UNRAE Roberto Pietrantonio, differenziando gli obiettivi per tipologia di veicolo:
• Auto, con target flessibili e piena neutralità tecnologica per valorizzare tutte le soluzioni eco-sostenibili;
• van( N1), la cui soglia per il 2030 viene ammorbidita dal 50 % al 40 %, riconoscendo le oggettive difficoltà operative delle PMI;
• camion, assistiamo al debutto del meccanismo di“ Banking & Borrowing”. Questo sistema permette ai costruttori di accumulare crediti di emissione in anticipo, premiando chi investe precocemente in idrogeno o elettrico pesante.
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MENO BUROCRAZIA, PIÙ RICERCA Uno dei pilastri dell’ Automotive Package è la decisa spinta alla deburocratizzazione. Semplificare le omologazioni e ridurre la normativa secondaria po- |
trebbe liberare risorse per circa 700 milioni di euro annui a livello UE. Si tratta di capitali che le aziende potranno finalmente spostare dalla conformità amministrativa alla ricerca e sviluppo. A tal proposito, il pacchetto prevede una moratoria triennale su nuove normative di dettaglio, garantendo alle imprese la stabilità necessaria per pianificare gli investimenti. Per garantire l’ autonomia strategica rispetto ai mercati extra-UE, l’ Europa introduce il Battery Booster. Si tratta di un piano finanziario da 1,8 miliardi di euro( Innovation Fund) destinato a sostenere l’ intera filiera delle batterie, dall’ estrazione mineraria sostenibile interna fino al riciclo. L’ obiettivo della commissione è ambizioso: monitorare il valore aggiunto europeo affinché almeno il 70 % della catena del valore rimanga nei confini dell’ Unione. Tuttavia, proprio su questo punto l’ UN- RAE solleva un monito fondamentale. Definire un vincolo del 70 %“ Made in Europe” in un mercato globale interconnesso viene visto come un“ protezionismo anacronistico”. Il rischio concreto è che l’ innalzamento di muri burocratici finisca per alzare i prezzi per i consumatori e indebolire, paradossalmente, proprio quelle imprese che la normativa vorrebbe proteggere. |
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