PARTS TRUCK Mar/Apr 2025 | Page 21

TECNOLOGIA
automotive e truck. Lo pneumatico non viene più considerato un semplice rifiuto, ma una risorsa che attraversa più cicli di vita: una prima vita, rappresentata dall’ utilizzo su strada durante la quale lo pneumatico svolge la sua funzione primaria garantendo sicurezza e mobilità. Una Seconda vita che avviene al momento della ricostruzione. La carcassa viene riutilizzata attraverso la sostituzione del battistrada, riducendo consumo di materie prime ed energia. La terza vita è quella del recupero energetico, per cui il materiale non più ricostruibile contribuisce alla produzione di energia, sostituendo combustibili fossili. Infine, la quarta vita che consiste nel riciclo di materia, per cui la gomma viene trasformata in granulo per applicazioni industriali, infrastrutturali e urbane. Questo modello dimostra come un componente critico per la sicurezza possa essere gestito in modo circolare, tracciato e certificato, mantenendo elevati standard di affidabilità. Un modello strutturato di ricondizionamento certificato, integrato con manutenzione predittiva, consente di intervenire su tutte queste voci.
APPLICARE LA LOGICA“ MULTI-VITE” AL TRAINATO Trasferire questo approccio al mondo dei semirimorchi e dei rimorchi, in particolare ai centinati, significa immaginare un percorso strutturato che includa: una prima vita cosiddetta di utilizzo operativo. Il veicolo entra in flotta e svolge la sua funzione primaria di trasporto, con un programma di manutenzione ordinaria. La seconda
vita è costituita dal ricondizionamento strutturale, quando, al termine del primo ciclo operativo, il veicolo potrebbe essere inviato a centri specializzati di ricondizionamento, dove sottoporlo a: controlli strutturali del telaio; revisione di assali, sospensioni e impianto frenante; ripristino del piano di carico; verifica e ripristino dei sistemi di ancoraggio; aggiornamento dei dispositivi di sicurezza. Il trainato, rimorchio o semirimorchio, verrebbe così reimmesso sul mercato o in flotta con una certificazione tecnica di idoneità, analogamente a quanto avviene per la ricostruzione degli pneumatici. La terza vita consiste nel recupero componenti: quando il mezzo non è più idoneo al ricondizionamento completo, è possibile recuperare e rigenerare singoli sottosistemi: assali, cerchi, componenti meccanici, strutture metalliche. Anche in questo caso la quarta vita sarebbe quella del riciclo dei materiali, in cui il telaio e le parti non recuperabili possono essere avviati a riciclo come materia
prima seconda( acciaio, alluminio, materiali compositi), chiudendo il cerchio della circolarità.
ALCUNI DATI ECONOMICI Secondo studi LCA( Life Cycle Assessment) su veicoli industriali e rimorchi, la produzione ex novo di un semirimorchio può generare un’ impronta carbonica dell’ ordine di: 8 – 15 tonnellate di CO₂ equivalente per unità, a seconda di materiali e processi produttivi. Il ricondizionamento, mantenendo il telaio e gran parte della struttura, consentirebbe di ridurre l’ uso di materie prime vergini fino al 60 – 80 %; ridurre le emissioni legate alla produzione del veicolo tra il 50 – 70 %; abbattere le emissioni incorporate per unità di trasporto. In termini pratici, ogni semirimorchio ricondizionato potrebbe evitare tra le 4 e le 10 tonnellate di CO₂ equivalente. Se applicato su scala di flotta, l’ impatto ESG diventa rilevante anche ai fini di report di sostenibilità, bilanci di carbon footprint, allineamento a target di decarbonizzazione della supply chain.
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