PARTS TRUCK Maggio/Giugno 2025 | Page 70

SPAZIO FIAP
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sua presunta complessità e possibili profili di concorrenza sleale per le imprese di trasporto nazionali, insiti nella apertura al nuovo sistema di regole.
LA PROPOSTA DI MODIFICA DELLA DIRETTIVA COM( 2023) 702 FINAL Il 7 novembre 2023 la Commissione Europea ha presentato una proposta di modifica della Direttiva sul trasporto combinato, la COM( 2023) 702 final. Per la cronaca, altri tentativi precedenti non hanno incontrato il favore e sono naufragati, lasciando il sistema inalterato. Attuale relatore per il Parlamento Europeo è il MEP On. Flavio Tosi. La proposta, purtroppo, sta incontrando problemi notevoli nel suo proseguimento e rischia il ritiro proprio per i motivi già evidenziati mentre invece, a nostro parere, merita una attenzione particolare e di proseguire il suo percorso, proprio perché intende introdurre un approccio prestazionale basato sul calcolo del risparmio dei costi esterni(“ external cost savings”) rispetto al trasporto tutto strada come possibile evoluzione rispetto all’ attuale sistema. Una evoluzione che ben si combina con la stragrande maggioranza delle iniziative connesse con il concetto di sostenibilità in ogni sua declinazione economica, ambientale e sociale. Ecco per punti gli obiettivi della proposta, espressi comunque in chiave non esaustiva( per ragioni di spazio), insieme ad alcune valutazioni e riflessioni che evidenziano alcuni dei punti di forza, debolezza, opportunità e minaccia rilevati nella proposta e nello scenario:
• cambiamento della definizione di
trasporto combinato: una catena di trasporto che, rispetto all’ equivalente tutto strada, permette un risparmio dei costi esterni di almeno il 40 %, che supera il parametro delle distanze, soprattutto per la tratta stradale divenuta, nel tempo, illogica e inadeguata rispetto alle esigenze delle filiere di produzione, trasporto e distribuzione( superamento della logica del timbro e del metro);
• calcolo standardizzato: i risparmi si calcolerebbero utilizzando parametri armonizzati a livello UE, basati sul Manuale dei costi esterni nel trasporto 2019, valutazione che potrebbe essere svolta anche non in presenza degli elementi digitali eFTI visto il ritardo nel loro recepimento e adozione( elemento che appare essere più una barriera che una opportunità), magari realizzato con schemi di calcolo opportuni e semplici. Una soluzione che supererebbe la vincolante necessità di una rapida digitalizzazione, che può essere raggiunta in più tempo con maggiore attenzione e rigore;
• digitalizzazione: l’ impulso alla gestione digitale dei documenti di trasporto attraverso piattaforme conformi al regolamento eFTI( electronic Freight Transport Information). Obiettivo sicuramente da raggiungere ma che, vista l’ impreparazione complessiva sia dal punto di vista istituzionale sia dal punto di vista dei sistemi e delle imprese, non deve costituire un impedimento al cambiamento del sistema;
• incentivi mirati: accesso prioritario a sostegni pubblici, semplificazioni procedurali e agevolazioni
per i trasporti conformi al nuovo modello. Sono quegli elementi che premierebbero l’ adozione di un modello di trasporto intermodale riorganizzato in modo più conforme ai traguardi di sostenibilità, con un occhio particolare a quello sociale, visto che il sistema si rifletterebbe sui modelli organizzativi dei servizi e sul lavoro degli autisti.
UNA POSSIBILE SVOLTA Ciò che si intende mettere in evidenza e sostenere è che la proposta COM( 2023) 702 rappresenta una possibile svolta. Abbandonare il vecchio approccio formale per adottare un sistema basato sulle prestazioni ambientali potrebbe essere più coerente sia con le esigenze operative delle imprese moderne sia con l’ impegno dell’ Europa verso una transizione ecologica. Ma il successo di un simile nuovo approccio e cambiamento non può dipendere da alcuni elementi come la rapidità di sviluppo delle infrastrutture digitali( in primis i sistemi eFTI), l’ armonizzazione dei criteri tra Stati membri e il sostegno alle PMI per affrontare i costi della transizione. Hanno tutte le caratteristiche di un freno al cambiamento. E possibili soluzioni“ ponte” possono essere individuate e adottate, in attesa che gli elementi inevitabilmente o astutamente“ in ritardo” raggiungano la loro definizione. FIAP che ha adottato, e da tempo, il motto del Prof. Albert Einstein“ Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a farle allo stesso modo...”, sta agendo in questo senso soprattutto a livello europeo.
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