PARTS TRUCK Mag/Giu 2026 | Page 20

GEOPOLITICA protagonista

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L’

escalation del conflitto tra Stati
Le tensioni geopolitiche tra USA e Iran colpiscono energia e logistica globale. Lo Stretto di Hormuz rallenta i traffici e spinge i noli marittimi. In Europa
e Italia la crescita resta debole. Bene i veicoli
industriali, in ripresa autobus e rimorchi
di Miriam Sala
Uniti e Iran introduce un ulteriore livello di rischio su logistica ed energia, con impatti rilevanti sull’ intera supply chain globale. Uno dei principali punti critici è lo Stretto di Hormuz, snodo attraverso cui transita circa il 20 % del petrolio mondiale. La sua parziale o totale chiusura sta rallentando drasticamente i flussi marittimi, con traffici ridotti, navi bloccate e conseguenti ritardi nelle consegne, congestione portuale e aumento dei tempi di transito lungo le catene globali. Sul piano logistico, le imprese affrontano un aumento generalizzato dei costi operativi: le compagnie di navigazione evitano le rotte più rischiose o richiedono premi assicurativi più elevati, mentre deviazioni e allungamenti delle tratte incrementano i costi di trasporto e riducono l’ efficienza. Si aggiungono possibili pedaggi e restrizioni operative che aumentano l’ incertezza. Sul fronte energetico, la contrazione dell’ offerta e le difficoltà logistiche mantengono i prezzi del petrolio su livelli elevati, prossimi o superiori ai 100 dollari al barile nelle fasi più acute. Anche in presenza di tregue, il ritorno alla normalità è lento: infrastrutture danneggiate, scorte acquistate a prezzi elevati e criticità operative lungo la filiera rendono i prezzi dei carburanti rigidi al ribasso. Le ripercussioni economiche sono duplici. Nel breve periodo aumentano i costi del carburante, con impatti immediati su trasporti, logistica e settori energivori. Nel medio periodo emerge il rischio di trasmissione lungo le filiere: l’ aumento dei costi di trasporto e delle materie prime si riflette sui prezzi finali, alimentando pressioni inflazionistiche. Secondo il Drewry World Container Index( WCI), nel 2026 i noli marittimi seguono tre fasi: calo iniziale, stabilizzazione e recente inversione al rialzo legata alle tensioni geopolitiche. Tra gennaio e febbraio i noli erano in diminuzione, con l’ indice sceso a circa 1.900 – 2.000 dollari per container da 40 piedi, penalizzato da domanda debole ed eccesso di capacità, soprattutto sulle rotte Asia – Europa e transpacifiche, e su livelli inferiori al 2025. Da marzo si osserva un cambio di ten-
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