SPAZIO FIAP
TRANSPOTEC 2026: al Padiglione 22 è nata una nuova alleanza di filiera
Qualche settimana prima di Transpotec avevo scelto un’ immagine: il kintsugi, l’ arte giapponese che ripara le fratture con l’ oro. Non per estetica, ma per significato. Perché anche una filiera frammentata può diventare più forte, se decide di investire nelle relazioni giuste
64 di Alessandro Peron, Segretario Generale FIAP
Ora che Transpotec è alle spalle posso dirlo con dati alla mano: quella scelta l’ abbiamo fatta. E i risultati del Padiglione 22 dimostrano che la direzione era quella giusta. Chi guida un’ impresa di trasporto sa bene che oggi nessun problema decisivo si risolve da soli: costo del lavoro, transizione energetica, carenza di autisti, rapporto con la committenza, qualità delle infrastrutture. Sono sfide diverse, ma hanno una cosa in comune: richiedono una risposta di filiera. Dal 13 al 16 maggio, al Padiglione 22 di Transpotec Logitec, Fiera Milano Rho, il FIAP Logistic Village ha provato a dare una risposta concreta a questa consapevolezza: mettere allo stesso tavolo chi la logistica la fa, chi la utilizza e chi ne scrive le regole. La vera notizia non è nei numeri dei panel o dei patrocini. È questa: più della metà degli ottanta relatori non aveva mai partecipato a un evento dedicato al trasporto e alla logistica. Imprenditori industriali, responsabili supply chain di grandi gruppi, rappresentanti dell’ agroalimentare, della grande distribuzione, delle PMI produttive. Qualcuno, a fine lavori, lo ha detto ad alta voce: non sapeva quanto questo settore lo riguardasse. E forse è proprio qui che si misura il successo più importante del FIAP Logistic Village: avere portato dentro il dibattito chi normalmente resta fuori. Per le imprese del trasporto questo significa una cosa precisa: superare i confini abituali del confronto di categoria e portare le proprie esigenze davanti a chi organizza le filiere, decide i flussi, acquista i servizi e influenza le scelte industriali. Diciotto panel in quattro giorni, oltre ottanta relatori e una presenza istituzionale significativa: cinque patrocini ministeriali— MIT, MASE, MIMIT, MASAF e MAECI— insieme al patrocinio del Parlamento Europeo. Non è più la questione di un solo ministero. È sempre più una questione di sistema Paese. Cinquanta imprese hanno scelto di esserci come espositori e sostenitori— operatori del trasporto e della logistica, aziende dell’ automotive, della componentistica, della tecnologia e dei servizi. Molte di loro non avevano mai partecipato a una fiera, non per mancanza di interesse, ma perché non avevano mai trovato il contesto giusto. Il Logistic Village ha permesso a mondi diversi di confrontarsi senza i tradizionali confini di categoria, creando occasioni di dialogo che raramente trovano spazio nei contesti fieristici
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