MERCATO fissati dalle autorità monetarie. Sebbene l’ annuncio di tregue temporanee abbia concesso un parziale e momentaneo sollievo ai mercati, l’ incertezza strutturale sui transiti marittimi mantiene elevate le pressioni inflazionistiche di fondo. Questo clima rischia di ripercuotersi negativamente sulla fiducia di famiglie e imprese dell’ eurozona, minacciando di frenare la ripresa della domanda interna e dei consumi privati, che si trovano già esposti alla rigidità delle condizioni di offerta del credito bancario e al protrarsi delle tensioni sui tassi di interesse di mercato. Il peggioramento dello scenario internazionale influisce notevolmente anche sull’ economia del nostro paese, innescando una nuova ondata di forte instabilità sui mercati delle materie prime e spingendo al rialzo i costi operativi delle imprese industriali. Sul fronte energetico, nonostante i ripetuti tentativi di stabilizzazione da parte dei mercati internazionali, il prezzo del petrolio Brent è salito nel mese di maggio a quota 105 dollari al barile rispetto ai 103 dollari registrati ad aprile. Parallelamente, il prezzo del gas naturale ha mostrato una parziale discesa a quota 46 euro al megawattora rispetto ai 53 euro toccati a marzo, un valore che tuttavia rimane ancora estremamente gravoso e fuori scala se confrontato con i 28 euro registrati alla fine dello scorso anno fiscale. L’ impatto di questo prolungato shock dei costi energetici e delle materie prime si è immediatamente trasferito sui prezzi al consumo in Italia, generando una fiammata inflazionistica. L’ inflazione annua è infatti balzata al + 2,7 %, trainata da una pesante impennata della componente energetica che ha fatto registrare un incremento del
LCV
ITALIA- LCV CON PTT ≤ 3.500 KG- TREND MENSILE ARCHIVIO AGGIORNATO AL 05 / 06 / 2026 ELABORAZIONI PER DATA TARGA
Mesi 2026 2025 Var. % 26 / 25 gennaio 14.223 15.031-5,4 febbraio 15.205 15.264-0,4 marzo 17.467 17.394 0,4 aprile 15.044 15.160-0,8 maggio 15.182 16.459-7,8 giugno 19.399 luglio 17.649 agosto 8.008 settembre 16.817 ottobre 17.274 novembre 15.520 dicembre 14.462 Totale 77.121 188.437-59,1 Gen-mag 2026 77.121 79.308-2,8 ANFIA su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti( Aut. Min. D07161 / H4)
+ 9,2 % su base annua. Questa dinamica sta comprimendo in modo preoccupante i margini di profitto delle imprese industriali e, al contempo, riduce in misura lineare il potere d’ acquisto reale delle famiglie. Questo scenario di marcata incertezza e pressione sui costi ha provocato un netto crollo degli indici di fiducia sia dei consumatori sia delle imprese, condizionando negativamente la propensione al rischio degli attori economici. In questo difficile contesto calante, la produzione industriale italiana e la tenuta della domanda interna trovano un argine quasi esclusivo nella spesa pubblica e nella progressiva messa a terra dei cantieri legati ai fondi strutturali del PNRR. Secondo i dati ISTAT, ad aprile 2026, l’ indice( anno base 2021 = 100) della produzione industriale è in crescita dell’ 1,3 % rispetto a aprile 2025 e cresce dello 0,5 % rispetto a marzo 2026. L’ indice della produzione per il solo settore automotive, è in crescita, nello specifico del 23,2 % rispetto a aprile 2025, e in crescita dell’ 1,2 % rispetto al mese precedente. Nel cumulato del primo quadrimestre del 2025, l’ indice della produzione industriale, nel suo complesso registra un aumento(+ 0,7 %). Nello stesso periodo, il settore automotive registra un incremento del 16,0 %. Ad aprile 2026, i singoli comparti del settore automotive mostrano le seguenti variazioni tendenziali:
• l’ indice della produzione di autoveicoli( cod. ATECO 29.1) è in crescita del 44,7 % nel mese e incrementa del 24,9 % nel cumulato.
• l’ indice della produzione di carrozzerie R & S( cod. ATECO 29.2) cala del
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