il settore alimentare.“ È nel secondo dopoguerra che l’ azienda conosce il suo sviluppo: i cavalli lasciano spazio ai camion e, nonostante i costi del carburante, Ettore comprende che il futuro è su gomma”. |
LA DIVERSIFICAZIONE La terza generazione entra in scena alla fine degli anni’ 50 con Tommaso Piccinini, figlio di Ettore. Dopo un primo periodo nei trasporti tradizionali effettuati dalla famiglia, comprende i limiti della dipendenza da un unico grande committente e avvia un deciso processo di diversificazione.“ L’ incontro con un imprenditore di Fontanellato apre la collaborazione con Montedison e segna l’ avvio del trasporto di materie plastiche sfuse in cisterna, una vera innovazione per l’ epoca”, dice ancora Barbara. Nasce così una nuova specializzazione: chimica e plastiche sfuse diventano il cuore dell’ attività, affiancate dal trasporto in container con liner e sistemi di scarico a pressione, spesso adattati internamente. L’ affidabilità operativa consolida i rapporti industriali e favorisce ulteriori ampliamenti: zucchero, melassa, sfusi vari e consegne nel food & beverage, anche attraverso l’ utilizzo dell’ intermodalità treno-camion.“ Tra il 1980 e il 1986 |
entriamo in azienda io e mio fratello Antonio – racconta Barbara – e l’ operatività si sposta progressivamente da Parma all’ Interporto di Parma. Mio fratello è stato l’ anima tecnica e commerciale dell’ impresa, un imprenditore con una conoscenza profonda dei mezzi, dei clienti e delle loro esigenze. Purtroppo, ci ha lasciati prematuramente nel 2024”.
IL PASSAGGIO GENERAZIONALE Questo evento ha accelerato ulteriormente il ricambio generazionale, affidando responsabilità sempre maggiori a Lorenzo Longinotti, 31 anni, figlio di Barbara, responsabile traffico e commerciale, e a Gian Maria Piccinini, 21 anni, figlio di Antonio, responsabile operativo, officina, magazzino e piazzale. E sono proprio i due cugini a promuovere l’ ingresso in flotta dei primi due Scania. Oggi Autotrasporti Piccinini opera con 30 trattori, 70 semirimorchi e un gruppo selezionato di sub-vettori che lavorano in esclusiva. Il deposito all’ Interporto di Parma, attivo dal 1997, sostiene una logistica sempre più integrata e intermodale, mentre il 2014 ha segnato il centenario dell’ a- zienda.
|
SCANIA: UNA SCELTA DI METODO Chiediamo ai due giovani imprenditori, perché Scania:“ Scania è percepita come un traguardo: marchio premium, desiderato dagli autisti ma impegnativo per un settore a bassa marginalità- rispondono Lorenzo e Gian Maria.- La nostra scelta non è stata dettata dalla moda, ma da un’ analisi pragmatica: confronto sui consumi, costi di manutenzione, affidabilità, valore residuo, prestazioni su percorsi che non vedono solo tratti pianeggianti ma l’ attraversamento degli Appennini e qualità dell’ assistenza. Per chi lavora sulla puntualità, la rete post-vendita è decisiva”. E ancora Barbara a intervenire:“ Sono stati loro a proporre Scania e ad assumersene la responsabilità, dimostrando che l’ investimento si recupera in cinque anni. È stato un segnale forte: la quinta generazione sta prendendo le redini del business, coscienti della frase che mio padre diceva a Lorenzo,‘ Non c’ è vento favorevole per chi non ha una destinazione’”. |
59 |
|||||
TRUCK |