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La storia dell’ azienda Autotrasporti Piccinini ha inizio sulle rive del torrente Stirone, affluente di sinistra del Taro, in Emilia, a Fidenza, oltre cento anni fa, e continua ancora oggi, saldamente nelle mani della famiglia del fondatore, Tommaso Piccinini. Una storia che oggi vede attive la quarta e la quinta generazione e che incontriamo negli uffici della Scandicar, concessionaria Scania di Parma, in occasione della consegna di due trattori Scania 500 Super. Un momento reso solenne non solo perché si tratta dei primi due camion del Grifone a entrare in flotta, ma anche perché questo acquisto rappresenta l’ ufficializzazione di un passaggio generazionale costruito non con targhette sulle porte, ma con l’ assunzione concreta di responsabilità operative, decisionali e strategiche. |
GLI INIZI Le origini risalgono agli anni Dieci del secolo scorso e a raccontarle è Barbara Piccinini, responsabile amministrativa e finanziaria dell’ azienda:“ Abbiamo assunto come anno ufficiale di fondazione il 1914, quando si stabilizza l’ attività di estrazione di sabbia e ghiaia dal torrente Stirone, a Fidenza, frutto di una concessione faticosamente ottenuta dal mio bisnonno Tommaso Piccinini”. All’ estrazione si affianca un frantoio e, soprattutto, il trasporto verso i cantieri con carri trainati da cavalli: un’ economia fatta di fatica, polvere e strada. Tommaso morirà durante l’ epidemia di influenza spagnola e sarà la moglie a portare avanti l’ attività, sostenuta dalla famiglia d’ origine, che sottrae un fratello al lavoro dei campi per destinarlo all’ a- zienda. Ma il destino si accanisce ancora: il fratello muore nel tentativo di liberare un cavallo e un carro incagliati nelle acque del torrente. |
L’ AZIENDA ENTRA NELLA MODERNITÀ È con la seconda generazione che l’ impresa compie il salto nella modernità. I tre figli di Tommaso entrano in azienda e, dopo un periodo di gestione comune, si separano fondando imprese autonome.“ La nostra azienda – prosegue Barbara – nasce grazie alle capacità e alla visione di mio nonno Ettore Piccinini, che attraversa la Seconda guerra mondiale tra sequestri di mezzi da parte delle truppe tedesche e danni da bombardamenti, arrivando perfino a nascondere sottoterra gomme, carburante e il motore di un camion per salvarli”. Con quel camion, insieme ad altri mezzi lasciati dagli Alleati e rimessi in funzione con grande ingegno, Ettore torna sulla strada. Inizia a lavorare per importanti clienti industriali come Fidenza Vetraria e Barilla. I trasporti si sviluppano lungo l’ asse nord-sud, soprattutto per |