PARTS TRUCK Gen/Feb 2025 | Page 21

TECNOLOGIA
cervello del veicolo, che raccoglie ed elabora i dati; qui vengono memorizzati i codici guasto standard“ Diagnostic Trouble Codes”( DTC), che permettono di identificare rapidamente e risolvere i malfunzionamenti, di monitorare le prestazioni del motore e dei componenti di post-trattamento, inclusi quelli responsabili del controllo delle emissioni. Attraverso uno strumento di scansione, il tecnico può collegarsi al pin out della porta OBD-II del veicolo. Si tratta di una porta digitale composta da 16, 6 o 9 pin, a seconda del tipo di veicolo, che comunica con i vari sensori e centraline del veicolo. Generalmente, la porta OBD è accessibile dall’ interno del veicolo e si trova sotto il cruscotto lato guida; collegandosi, dunque, a questo ingresso, il meccanico è in grado di monitorare in tempo reale i parametri vitali del veicolo, come la velocità del motore( RPM), la temperatura del liquido di raffreddamento, i valori di emissione e leggere il codice errore generato ed identificare così il guasto.
LA GENESI DELL’ ODB-II L’ impiego dei moderni sistemi di diagnostica di bordo nasce dall’ esigenza di controllare le emissioni dei veicoli, emersa con forza tra gli anni’ 60 e’ 70. Le normative ambientali, come il Clean Air Act del 1970, imposero ai costruttori di ridurre l’ inquinamento, ma mancava uno standard comune per monitorare i parametri. Ogni produttore adottava sistemi, protocolli e codici propri, rendendo la diagnostica complessa, costosa e poco accessibile. Inoltre, le prime soluzioni segnalavano solo guasti generici. Questa frammentazione evidenziò la necessità di un sistema unificato, capace di
fornire informazioni dettagliate e coerenti su emissioni e prestazioni del veicolo. La standardizzazione della diagnostica di bordo avvenne tra la fine degli anni’ 80 e la metà dei’ 90. La SAE promosse un connettore e un set diagnostico comuni, mentre nel 1991 la California rese obbligatoria una diagnostica di base( OBD-I). Nel 1994 nacque l’ OBD-II e dal 1996 divenne obbligatorio su auto e camion negli Stati Uniti. Furono introdotti il connettore DLC a 16 pin, protocolli condivisi, il CAN ISO 15765 e codici DTC standardizzati, permettendo strumenti universali. In Europa fu adottata l’ EOBD dai primi anni 2000 per auto, e dal 2005 per i veicoli pesanti.
LOGICHE DI FUNZIONAMENTO E ARCHITETTURA DEL SISTEMA Il sistema OBD si basa su una complessa interazione di hardware e software regolamentata da standard internazionali. Il cuore della diagnostica di bordo risiede nella rete di
comunicazione interna del veicolo. La tecnologia dominante per la comunicazione tra le Centraline Elettroniche( ECU) è il bus CAN( Control Area Network), ovvero un protocollo di rete su bus seriale( Bus Unit System), composto da due cavi intrecciati che costituiscono il doppino, denominati CAN High e CAN Low. Questo cavo consente ai moduli di scambiare dati in tempo reale, in modo affidabile e ad alta velocità. Se da una parte esiste il CAN- bus che fornisce una base per la comunicazione, dall’ altra un set di protocolli di livello superiore descrivono più dettagliatamente il modo in cui i dati vengono scambiati tra i nodi CAN di una determinata rete. Lo standard di rete di livello superiore prevalente per i veicoli pesanti è il SAE J1939, fondamentale per l’ interoperabilità dei componenti di diversi fornitori( motore Cummins, trasmissione Eaton, ABS Wabco, ecc.), riflettendo la natura non verticalmente integrata del mercato dei veicoli pesanti. I connettori utilizzati nel settore dei
21
TRUCK