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Il ricambio generazionale nei trasporti e nella manutenzione
di Giuseppe Perrotta
La demografia incide in modo diretto sulla carenza di personale nella gestione della movimentazione dei prodotti, soprattutto nei settori dei trasporti e della manutenzione. L’ invecchiamento della popolazione e il calo dei giovani in età lavorativa riducono il bacino di nuovi addetti, proprio mentre il mercato richiede manodopera qualificata per garantire efficienza e sicurezza. Inoltre, molti giovani scelgono altri settori perché non sono adeguatamente informati sulle opportunità professionali disponibili, rendendo sempre più difficile il ricambio generazionale. SEMPRE MENO Le previsioni Istat non lasciano spazio a dubbi: la popolazione italiana sta diminuendo e invecchiando velocemente: 59,2 milioni al 1 ° gennaio 2021, 57,9 mln nel 2030, 54,2 mln nel 2050, fino a 47,7 mln nel 2070. Il rapporto tra individui in età lavorativa( 15-64 anni) e non( 0-14 e 65 anni e più) passerà da circa tre a due nel 2021 a circa uno a uno nel 2050. Per risolvere questa situazione, il sistema Paese dovrebbe puntare molto sulla comunicazione e sulla valorizzazione dei mestieri più richiesti, mostrando il
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Laura Speri, Direttrice della scuola ITS Last di Verona
lato interessante e stimolante delle professioni del settore specifico relativo alla logistica ed i trasporti. Così come si è fatto ad esempio nella ristorazione, mostrare le competenze richieste, le opportunità di crescita e il senso di responsabilità che questi lavori comportano può renderli più desiderabili e socialmente riconosciuti. Ne abbiamo parlato con Laura Speri, Direttrice della scuola ITS Last di Verona, che annovera tra i suoi percorsi di alta formazione due iter specifici per il settore della logistica e la gestione della manutenzione dei veicoli, ibridi elettrici ed endotermici e la gestione della manutenzione della flotta di trasporto.“ Negli ultimi anni, gli ITS( Istituti Tecnici Superiori) hanno conosciuto un notevole sviluppo, sia in termini di percorsi formativi che di numero di studenti coinvolti. Se all’ inizio le fondazioni presenti sul territorio nazionale erano circa 60, oggi sono diventate 147, un dato che testimonia l’ interesse crescente verso questa modalità di formazione altamen-
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te specializzata. – spiega Laura Speri- Il piano del PNRR ha rappresentato un ulteriore stimolo, cementando la disponibilità di risorse e richiedendo un raddoppio dei percorsi formativi. Questo obiettivo è stato raggiunto, e ciò dimostra l’ impegno del sistema nel rispondere alle esigenze di formazione professionale del Paese. Tuttavia, questa espansione ha portato con sé anche alcune criticità, ad esempio una certa polverizzazione dell’ offerta formativa. In altre parole, l’ offerta si è ampliata, ma la domanda non ha seguito lo stesso ritmo, creando un effetto di dispersione e di difficoltà nel mantenere un’ adeguata presenza studentesca in tutte le strutture”.
UN’ OFFERTA FRAMMENTATA Uno scenario che mette in rilievo una sfida cruciale: come attrarre più giovani verso gli ITS, considerando che l’ offerta formativa si è moltiplicata senza un adeguato supporto finanziario.“ La risposta sta anche nella capacità di comunicare e valorizzare questi percorsi, rendendoli più visibili e appetibili. – sostiene la direttrice dell’ ITS Last- È fondamentale investire non solo nelle strutture e nei programmi, ma anche in campagne di sensibilizzazione che mettano in luce il valore reale di queste professioni, spesso ancora sottovalutate o poco conosciute. Inoltre, per garantire un futuro sostenibile agli ITS, è necessario che le risorse siano commisurate all’ espansione dell’ offerta e ci sia un maggiore coinvolgimento delle Aziende, sviluppando sinergie con il mondo del lavoro e le imprese, per
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