MERCATO
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Tiene l’ economia, ma frenano i CAMION
A fronte di un’ economia che mostra segnali di resilienza, diminuisce sia il mercato dei veicoli commerciali sia il pesante e l’ autobus. Tiene le posizioni il mercato dei rimorchi dopo una crisi durata due anni
di Miriam Sala
La chiusura del 2025 delinea un’ e- conomia globale più resiliente del previsto, ma attraversata da profonde trasformazioni strutturali che incidono direttamente sulla com- petitività industriale, soprattutto europea. Dazi, protezionismo e tensioni commerciali non hanno provocato una recessione globale né un crollo dei mercati, ma stanno ridefinendo gli equilibri sottostanti. Gli Stati Uniti hanno ridotto il deficit commerciale con la Cina, che ha reagito reindirizzando massicciamente le proprie esportazioni verso altri mercati, Europa compresa. Questo ha generato un surplus cinese record e rinnovate pressioni competitive su un’ industria europea già penalizzata da alti costi energetici, regolamentazione stringente e debole domanda interna. Di fronte a tali dinamiche, anche l’ Unione Europea sta valutando strumenti difensivi, segnando un cambio di postura che evidenzia i limiti strutturali del modello europeo rispetto a quello statunitense. Il contesto è quello di una crescente frammentazione dell’ economia globale: l’ iper-globalizzazione lascia spazio a un sistema multipolare, con catene del valore più corte e regionalizzate. Le politiche monetarie contribuiscono a questo scenario divergente, tra l’ allentamento statunitense e la graduale normalizzazione giapponese, con effetti sui flussi di capitale e sui costi di finanziamento. Sul piano geopolitico, conflitti e rivalità strategiche aumentano l’ incertezza e trasferiscono i rischi direttamente sull’ industria. Per il manifatturiero europeo, il 2026 sarà decisivo: la sfida non sarà gestire shock improvvisi, ma adattarsi strutturalmente
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