M ercato
motori green o sistemi di guida avanzati non può nulla contro la realtà del potere d’ acquisto: quasi 2 italiani su 3 hanno annullato o posticipato l’ acquisto in attesa di un calo dei prezzi( 32 % del campione) o per problemi di reddito( 33 %). Il fattore prezzo è talmente rilevante che rappresenta anche il primo motivo( 35 %) per cui viene scelta oggi un’ auto nuova cinese / asiatica. Lo studio mostra una sostanziale stabilità nel mix delle marche considerate per l’ acquisto di un’ auto nuova: il 42 % degli italiani continua a preferire un brand europeo, il 23 % è pronto ad aprirsi all’ offerta cinese. La qualità percepita della vettura non sembra più essere un ostacolo all’ acquisto delle auto provenienti dall’ Oriente, che vengono scelte dal 30 % per la qualità percepita e dal restante 35 % per altri motivi( che includono“ perché consigliata”,“ perché conosco bene il concessionario”…).
Sul palco del convegno per il 60mo anniversario Aniasa: da sinistra Filomena Greco, Il Sole 24 Ore; Alberto Viano, Aniasa; Alessandro Grosso, BYD Italia; Alessio Casonato, Agenzia Italia
SEI MESI IN AUTO: GENNAIO-GIUGNO 2025
Nel quadro di generale stagnazione nella UE, anche in Italia le vendite a giugno 2025, ultimo mese del primo semestre dell’ anno, sono calate del 17,4 %. Secondo i dati analizzati dal Centro Studi Promotor, le auto immatricolate in Italia sono state 132.191, con un calo del 17,44 % su giugno 2024. La forte contrazione è dovuta al balzo del 15 % delle immatricolazioni registrato a giugno 2024, dovuto esclusivamente agli acquisti di auto elettriche generati da incentivi pubblici che arrivavano fino ad un massimo di 13.750 euro, incentivi messi a disposizione del pubblico a partire dal 3 giugno ed esauritisi nell’ arco di un solo giorno. Al netto di questo effetto il dato di giugno 2024 sarebbe stato assai vicino a quello che si è registrato nel giugno 2025. Continua, dunque, la situazione di stagnazione emersa nel 2025, che caratterizza non solo il mercato italiano ma anche quello dell’ Unione Europea che, come emerge dai dati resi noti il 25 giugno scorso dall’ Acea, nei primi cinque mesi dell’ anno ha fatto registrare 5.572.458 immatricolazioni con un incremento dello 0,1 % sullo stesso periodo dell’ anno scorso e che se dovesse protrarsi per l’ intero 2025 porterebbe a un volume di immatricolazioni di circa 12.900.000 auto nell’ intera Unione e di 1.550.000 in Italia, con un calo sui livelli ante crisi del 18 % per l’ intera Unione e del 18,7 % per l’ Italia. Le ragioni che hanno portato al forte calo delle vendite di autovetture in Italia e nella UE vanno ricercate nella politica dell’ Unione Europea che, sola nel mondo, ha imposto a partire del 2035 la cessazione delle vendite di autovetture con motori a combustione interna. A questa situazione si aggiunge anche il fatto che nell’ Unione, e in particolare in Italia, si registra una decisa crescita dell’ età media delle auto in circolazione, perché i forti aumenti dei prezzi delle autovetture nuove hanno fatto sì che un numero crescente di automobilisti rinviasse la sostituzione della propria auto rispetto ai tempi medi ante pandemia o sostituisse l’ auto non con un’ auto nuova, ma con un usato più recente di quello che possedevano. A ciò si aggiunge che la politica dell’ UE ha aperto la strada alla penetrazione di auto importate dalla Cina e da altri Paesi rendendo ancora più difficile la situazione dei produttori locali, già fortemente penalizzati dal calo delle vendite e dalle pesanti sanzioni stabilite dall’ Unione Europea.
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