N ormativa
Da sinistra: Paulius Saudargas, relatore della proposta di Regolamento ELV del Parlamento Europeo
Si prevede l’ obbligo entro cinque anni per ciascun impianto di trattamento( ATF) di raggiungere una quota minima dell’ 85 % di recupero per veicolo demolito
Tra gli obiettivi, sostenere la transizione verso un’ economia pulita e circolare entro il 2050 eliminarle dal mercato. Maran ha evidenziato, inoltre, l’ allarme dei tre milioni di veicoli l’ anno che spariscono nel nulla in Europa e ha accolto con favore le misure che mirano a limitare le esportazioni illegali.
Il ruolo chiave dei costruttori
La partecipazione alla tavola rotonda di Xavier Kaufman, Vicepresidente di“ The Future Is Neutral” per Renault, ha confermato l’ impegno delle Case automobilistiche. Dal comparto sono emersi spunti per una gestione sostenibile del fine vita dei veicoli, tanto nelle fasi di progettazione quanto in quelle di smaltimento e riciclo, rafforzando il legame tra produzione e demolizione. La normativa, dunque, crea opportunità significative per gli autodemolitori virtuosi, soprattutto se pronti a innovare e collaborare. Tuttavia, l’ obbligo dell’ 85 % di recupero rappresenta una sfida organizzativa e tecnologica che richiederà investimenti in formazione, attrezzature e digitalizzazione. Allo stesso tempo, la regolamentazione rafforza la struttura del settore, iniziando a contrastare il mercato nero dei ricambi e gli smaltimenti illegali. In definitiva, il Regolamento ELV rappresenta una pietra miliare per il comparto del fine vita veicoli: introduce responsabilità nette, obiettivi concreti e una visione strategica di lungo periodo. Ma la vera svolta dipenderà dalla capacità degli operatori- demolitori, Case auto e istituzioni- di costruire una partnership leale e funzionale. Se questi propositi si concretizzeranno si realizzerà un traguardo virtuoso, un perfetto equilibrio tra ambiente, competitività e salvaguardia delle piccole realtà imprenditoriali.
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