N ormativa
regole ricambi usati o dalle materie prime secondarie riciclate. L’ obiettivo, illustrato da Paulius Saudargas, relatore della proposta di Regolamento ELV del Parlamento Europeo, è duplice: sostenere la transizione verso un’ economia pulita e circolare entro il 2050 e preservare le materie prime critiche per l’ industria di cui l’ Europa è povera.
Semplificare le operazioni di smontaggio
Per raggiungere questi target bisogna puntare su ecodesign e circolarità. In parole povere, i produttori di veicoli dovranno semplificare il più possibile le operazioni di smontaggio, un aspetto che diventa parte integrante della fase di sviluppo e realizzazione di un mezzo. Componenti facili da disassemblare e un passaporto digitale dei materiali renderanno trasparente il valore recuperabile di ogni veicolo, riducendo la dipendenza da materie prime importate e tagliando le emissioni della fase di produzione, contribuendo così a contrastare il cambiamento climatico. Ma anche la lotta all’ esportazione illegale di rottami e ricambi fa parte delle iniziative chiave previste dal nuovo testo europeo. La principale innovazione del Regolamento è l’ obbligo entro cinque anni, per ciascun impianto di trattamento( ATF), di raggiungere una quota minima dell’ 85 % di recupero per veicolo demolito. Senza questo risultato la permanenza nel mercato sarà preclusa. Come chiarito da
Anselmo Calò, Presidente dell’ ADA, la norma recepisce molte proposte dell’ associazione, tra le quali garantire la presenza di tutti gli attori della filiera negli organi decisionali dell’ EPR e promuovere attivamente la collaborazione tra demolitori e Case auto.
Cinque passaggi chiave per chiarezza e tutela
Nell’ ambito dell’ evento Matteo Mussini, Direttore di Must & Partners, ha invece individuato cinque elementi fondamentali per garantire chiarezza normativa: 1. definizione precisa di‘ impianto autorizzato’ per evitare ambiguità; 2. equilibrio tra potere degli ATF( gli impianti di trattamento) e dei produttori; 3. rappresentanza effettiva degli ATF nei processi decisionali; 4. separazione dei ruoli tra impianti di trattamento e punti di raccolta; 5. proporzionalità nell’ obbligo di rimozione di parti per evitare carichi eccessivi sugli operatori. Gli eurodeputati Stefano Cavedagna e Pierfrancesco Maran hanno sottolineato l’ importanza di tutelare le piccole e medie imprese del settore, spesso strutturate come microimprese familiari. In particolare, il riconoscimento normativo della differenza tra demolitore e frantumatore, finora ignorata, è stato ritenuto fondamentale per evitare un’ eccessiva burocrazia che avrebbe potuto
Un momento dell’ evento promosso dall’ Associazione Demolitori di Autoveicoli lo scorso giugno
Il nuovo Regolamento europeo mira al recupero di materie prime, di cui l’ Europa è povera
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