Mercato
Aftermarket:
Un’ indagine globale di Roland Berger fotografa un comparto in salute, ma stretto tra incremento dei costi, clienti sempre più attenti al prezzo e trasformazioni tecnologiche. Aumentano la domanda di ricambi non originali e gli acquisti online, mentre le officine sono chiamate a investire su formazione, attrezzature e servizi accessori
Di Roberto Barone
Che cosa aspettarsi dal 2026 nel settore automotive? Le proiezioni non sono particolarmente rosee per l’ intero comparto. Tuttavia, ci sono alcune eccezioni. Aftermarket e autoriparazione viaggiano in netta controtendenza, favoriti dall’ aumento dell’ età media del parco circolante e dall’ incremento dei prezzi dei ricambi e della manutenzione( rispettivamente + 2 e + 3 % rispetto al 2024, fonte Istat). Due filiere che devono però tenere alta la guardia e adattarsi velocemente ai cambiamenti. È quanto emerge da una recente ricerca della società di consulenza tedesca Roland Berger, effettuata a livello mondiale attraverso un sondaggio condotto su 600 officine e 6.000 automobilisti in 13 mercati tra i più importanti al mondo: Belgio, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, Messico, Paesi Bassi, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
Lo scenario generale
Il quadro globale vede proseguire la fase di stagnazione delle immatricolazioni, che rimangono nettamente al di sotto dei livelli pre-pandemia. Guardando al nostro Paese, nonostante i colpi di coda di dicembre e gennaio( rispettivamente + 7,6 e + 6,2 %), l’ Unrae stima per l’ anno in corso un volume finale di 1,54 milioni di autovetture e una previsione per il biennio 2027-2028 che si manterrà sempre al di sotto di 1,6 milioni. Una delle cause è sicuramente l’ aumento dei listini: in media l’ anno scorso + 1,3 % per le vetture alimentate a benzina, + 0,6 % per quelle diesel, + 0,4 % per ibride o elettriche secondo i dati Istat, che confermano il trend al rialzo degli ultimi anni. A ciò si aggiunge una transizione verso i veicoli elettrici lenta e affannosa( l’ Italia rimane il fanalino di coda in Europa), mentre la corsa alla digitalizzazione e alla leadership nei veicoli software-defined si fa sempre più serrata. Tra tensioni geopolitiche, inflazione
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