A ttualità
IL BAROMETRO IN SINTESI
1. La mobilità aziendale sta evolvendo, la differenza la farà il livello. Nel 2026 costi e transizione si confermano la priorità
2. Non è una questione di tecnologia, ma di governance. La maturità delle aziende è disomogenea
3. Non è una questione di dati, ma di utilizzo strategico. La connettività si sta diffondendo, ma l’ utilizzo spesso rimane puramente operativo alternativa al termico e il 21 % lo sta valutando, portando il totale delle aziende con volontà di percorrere questa strada all’ 84 %. L’ interesse verso veicoli a minore impatto ambientale è diffuso, ma si traduce in strategie operative differenziate. Le aziende adottano approcci graduali, spesso combinando più tecnologie all’ interno della stessa flotta( ibrido 63 % dei rispondenti, plug-in 52 %, elettrico 39 %), in funzione del contesto operativo, delle percorrenze, delle infrastrutture disponibili e delle politiche interne. Perché la transizione sia sostenibile anche a livello economico e produca la soddisfazione dei driver, occorre mettere al centro della discussione anche la gestione della ricarica. In merito a questo tema, l’ 82 % degli intervistati dichiara che ha preso o prenderà in
considerazione soluzioni per dotare le sedi di infrastrutture di ricarica, il 64 % ricorrerà alla ricarica pubblica e il 26 % a sistemi di ricarica domestica.
L’ altra mobilità
Anche la mobilità alternativa è ormai una realtà per le aziende italiane, utile per gli obiettivi di sostenibilità così come per offrire soluzioni diverse ai propri dipendenti. L’ 83 % delle aziende dichiara di avere già adottato almeno una soluzione( tra cui car sharing, bike sharing, car pooling, app per la gestione di servizi di mobilità). Ancora una volta, tali opzioni si confermano complementari alla flotta aziendale tanto che il 93 % degli intervistati prevede che nei prossimi tre anni, la propria flotta aumenterà o rimarrà stabile, anche a fronte dell’ ampliamento della propria offerta di mobilità.
54