PARTS Luglio 2026 | Page 77

Management propria tesi di laurea dal titolo“ Il significato della storia”. Affrontava lo stesso tema, ma da una prospettiva diversa. Con il tratto che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera di statista, il giovane Henry Kissinger sposta invece più machiavellicamente l’ attenzione dalla storia all’ agire degli uomini. Come agiscono gli esseri umani quando il corso degli eventi sfugge al loro controllo? Come possono riportare all’ ordine quando il terreno diviene friabile, le linee si sdoppiano e le prospettive oscillano? Osservando i grandi protagonisti della storia, cerca di comprendere come abbiano deciso nei momenti in cui l’ incertezza prevaleva sulla stabilità e le sorti del mondo sembravano affidate a pochi leader. Alla fine, i due testi, pur partendo da prospettive differenti, si intersecano inevitabilmente nella grande dominatrice dei nostri giorni: la Tecnica.
COMPRENDERE L’ ESSENZA DELLA TECNICA
Una frase di Jaspers mi è rimasta particolarmente impressa:“ Il fattore decisivo della guerra sarà la tecnica”. Nel 1949 poteva apparire visionaria. Oggi ci appare semplicemente contemporanea. Il dibattito su cosa sia la tecnica nella sua essenza è in realtà antico di oltre due millenni e mezzo. Già Eschilo, nel Prometeo, aveva osato affrontare il mistero della sua origine e del suo rapporto con l’ uomo, che al tempo non poteva che apparire di natura divina. Uno degli esercizi più recenti e riusciti lo ha appunto compiuto Carlo Galli, eminente studioso del pensiero politico e filosofico, che ne esplora le potenzialità e le conseguenze sulla società contemporanea.“ Siamo consegnati alla tecnica e ad essa incatenati, che lo vogliamo o no”, scriveva Heidegger molti decenni fa. Aveva ragione. Tentare di sfuggirle, ignorarla o regolamentarla senza comprenderla è un esercizio destinato al fallimento. Tutto ciò che possiamo fare è capire la sua più profonda essenza, accrescere la nostra conoscenza e dominarla a pari grado. Fermarla è di fatto impossibile. Per usarla consapevolmente servono cultura e applicazione. Comprendere la tecnica significa entrare nell’ essenza di una delle forze che più di ogni altra stanno plasmando il nostro tempo. Ecco perché interrogarsi sulla sua origine e sul pensiero che l’ ha generata rimane uno degli esercizi più indispensabili e ragionevoli che l’ uomo contemporaneo possa compiere.
APPLICARE LA TECNICA ALLA REALTÀ
L’ 11 settembre 2001 il mondo è entrato nella post-contemporaneità. Come disse Stockhausen, il disastro delle torri gemelle fu“ la più grande opera d’ arte mai eseguita nell’ intero cosmo”. Al di là dell’ e- vidente provocazione di un artista visionario, sicuramente in quell’ anno la storia scavò un solco: ciò che c’ era prima e ciò che ci sarebbe stato dopo. Il decennio precedente, che aveva addomesticato gli occidentali ad un’ illusione di pace stabile e definitiva, era terminato. Le coscienze stavano lentamente prendendone atto e si comprese che gli strumenti fino ad allora utilizzati non sarebbero stati sufficienti ad affrontare le nuove minacce che emergevano dentro e fuori l’ Occidente. I conflitti e le stragi degli anni successivi mostrarono con crescente evidenza che la superiorità militare tradizionale non bastava più. Per la prima volta si comprese che la capacità di collegare persone, eventi, luoghi e informazioni disperse poteva diventare decisiva quanto la forza militare tradizionale. Analizzare, prevedere e collegare informazioni disperse diventava altrettanto importante quanto possedere uomini, mezzi e armamenti. Serviva solo una potenza di calcolo enorme che sarebbe stata sviluppata nel tempo e che avrebbe fatto fare un salto di paradigma epocale a tutto l’ apparato della sicurezza delle aziende, degli Stati e delle infrastrutture critiche. La tecnica cessava così di essere soltanto un tema filosofico per trasformarsi in uno strumento operativo. È in questo contesto che Peter Thiel e Alexander Karp, due imprenditori laureati in filosofia, mettono in pratica le loro convinzioni applicandole alla tecnologia. Fondano Palantir nel 2003 e la fanno diventare una delle aziende più rappresentative del nuovo rapporto tra tecnologia, sicurezza e decisione. In un mondo sommerso dai dati, il problema non era più raccogliere informazioni ma attribuire loro un significato. Collegare eventi apparentemente separati, individuare relazioni nascoste, distinguere ciò che conta da ciò che è irrilevante. Non era soltanto una nuova tecnologia. Era un nuovo modo di leggere la realtà e di anticiparne le conseguenze. Dietro la nascita di Palantir non vi è però soltanto un’ intuizione tecnologica. Vi è una precisa interpretazione della storia,
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