Attualità scono, sia chiaro( anche considerando che l’ età media del parco circolante italiano è di 13 anni), ma vengono progressivamente affiancate da nuove conoscenze che consentono di operare sui veicoli elettrificati e connessi. Se le competenze tecnologiche diventano essenziali, altrettanto importante è la capacità di stare al passo con l’ e- voluzione. Gi Group, infatti, individua nell’ adattabilità, nel problem solving e nell’ apprendimento continuo alcune delle qualità più richieste dalle aziende che ricercano personale nel mondo automotive. In un contesto che evolve rapidamente, la disponibilità a imparare diventa quasi più importante delle capacità, dell’ esperienza e competenze tecniche. Per le officine, in particolare, significa costruire una cultura professionale orientata all’ aggiornamento costante.
FORMAZIONE, DA COSTO A INVESTIMENTO
Il tema della formazione emerge come uno degli elementi centrali dell’ intera trasformazione. Le aziende si trovano contemporaneamente a inserire nuove figure professionali e a riqualificare il personale esistente. Per questo assumono un ruolo crescente gli ITS( Istituti Tecnologici Superiori), gli IFTS( Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), le academy aziendali e i programmi di upskilling e reskilling. Nel mondo dell’ autoriparazione il tema è ancora più delicato. La rapidità con cui evolvono i veicoli rende necessario un aggiornamento continuo che coinvolga titolari, tecnici e personale di accettazione. La formazione non può più essere considerata un’ attività occasionale, ma parte integrante del modello di business. La rivoluzione delle competenze si accompagna a una revisione dei modelli organizzativi. Le aziende automotive puntano verso strutture più flessibili, capaci di integrare competenze differenti e favorire la collaborazione tra professionalità tradizionalmente separate. Lo stesso principio inizia a diffondersi
nelle reti di assistenza. Tecnici, specialisti elettronici, addetti alla diagnosi e consulenti di servizio sono chiamati a collaborare sempre più strettamente per gestire la crescente complessità del veicolo.
LA VERA SFIDA DELL’ AFTERMARKET
In definitiva, la transizione verso la mobilità del futuro viene spesso raccontata solo attraverso batterie, elettrificazione e software. Ma esiste un elemento meno visibile che potrebbe risultare decisivo: le competenze. L’ efficacia dell’ intera filiera dipenderà infatti dalla capacità di attrarre nuovi talenti, aggiornare quelli esistenti e costruire percorsi professionali in linea con le esigenze emergenti. Per l’ autoriparazione la posta in gioco è particolarmente elevata. Le officine che sapranno investire in formazione, digitalizzazione e competenze meccatroniche avranno l’ opportunità di rafforzare il proprio ruolo all’ interno della filiera. Quelle che rimarranno ancorate esclusivamente ai modelli tradizionali rischieranno invece di trovarsi progressivamente ai margini di un mercato che corre sempre più veloce. In fondo, la vera rivoluzione dell’ automotive non riguarda soltanto le automobili, ma anche e soprattutto le persone chiamate a progettarle, venderle, assisterle e ripararle. E proprio nelle officine si giocherà una parte importante di questa partita.
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