Parts in OFFICINA Mar/Apr 2026 | Page 15

PRIMO PIANO ni. Una delle cause è sicuramente l’ aumento dei listini: in media l’ anno scorso + 1,3 % per le vetture alimentate a benzina, + 0,6 % per quelle diesel, + 0,4 % per ibride o elettriche secondo i dati Istat, che confermano il trend al rialzo degli ultimi anni. Questo a fronte di retribuzioni medie tra le più basse d’ Europa. A ciò si aggiunge una transizione verso i veicoli elettrici lenta e affannosa( l’ Italia rimane il fanalino di coda), mentre la corsa alla digitalizzazione e alla leadership nei veicoli software-defined si fa sempre più serrata. Tra tensioni geopolitiche, inflazione in salita e crescente complessità normativa il mercato dell’ auto sta cercando nuovi equilibri, resi ancor più precari da dazi e strategie commerciali aggressive che hanno sconvolto le catene di approvvigionamento globali e aggiunto un nuovo livello di incertezza.
PARCO CIRCOLANTE SEMPRE PIÙ VECCHIO Le enormi pressioni che gravano su tutto il mondo che ruota attorno all’ automobile hanno finora risparmiato parzialmente l’ aftermarket che ha visto invece crescere i ricavi. Con il calo delle vendite di auto nuove in molti mercati e l’ aumento dell’ e- tà media dei veicoli, la domanda e i costi per riparazione e manutenzione sono infatti aumentati, stimolando opportunità di business nel settore della manutenzione e dei pezzi di ricambio. Una situazione che, tra l’ altro, ha avvantaggiato le officine indipendenti. Tuttavia, il 2025 indica che l’ eccezionale crescita degli ultimi anni potrebbe non durare a lungo. Anche se l’ invecchiamento del parco auto globale proseguirà, i consumatori e le flotte mostrano un’ attenzione sempre maggiore al prezzo, una variabile che sta delineando nuove tendenze. L’ aumento dei costi di riparazione sta infatti stimolando la domanda di ricambi a basso costo e la

I PUNTI CHIAVE

Dalla ricerca emergono alcuni temi fondamentali che ridisegnano il futuro dell’ aftermarket, dai ricambi alla manutenzione. 1. La pressione sui prezzi, l’ inflazione e la minore disponibilità economica fanno impennare la domanda di ricambi non originali. 2. Aumenta il numero di automobilisti che si rivolge alle officine indipendenti, soprattutto per le vetture con più anni. 3. L’ acquisto di ricambi online cresce soprattutto da parte delle officine, mentre i consumatori rimangono cauti. 4. Elettriche e ADAS impongono nuove competenze e attrezzature. 5. L’ interesse per la sostenibilità è alto, ma nessuno è disposto a pagare un sovrapprezzo per un ricambio rigenerato.
propensione a rivolgersi a distributori online. Parallelamente, molte officine si stanno dedicando alla formazione, cercando di ampliare la loro esperienza nelle riparazioni di auto elettriche e ADAS, puntando al contempo su servizi ausiliari come il ritiro e consegna del mezzo a domicilio per distinguersi e rimanere competitivi sul mercato. È questo lo scenario generale delineato dall’ indagine di Roland Berger che ha cercato di comprendere un po’ più a fondo le attuali sfide del settore. Vediamo nel dettaglio quanto emerge dal sondaggio.
SI RISPARMIA SULLA MANUTENZIONE Nel 2025, secondo le elaborazioni del Fondo Monetario Internazionale, in gran parte dei mercati la spesa reale per manutenzione e riparazione è risultata inferiore rispetto all’ anno precedente( si passa dal-2 % in Italia, a fronte di un tasso d’ inflazione annuo dell’ 1,6 %, al + 13 % della Turchia, dove però il tasso d’ inflazione tocca il 33 %). La pressione sui redditi disponibili ha portato molti automobilisti a rinviare interventi non urgenti oppure a optare per quelli meno onerosi. Tra tutti i Paesi oggetto dell’ indagine, solo Stati Uniti e Messico hanno fatto registrare un aumento della spesa, in parte dovuto agli effetti dei dazi e all’ incremento dei prezzi. Nel resto del mondo prevale un comportamento prudente da parte degli automobilisti: meno tagliandi e maggiore attenzione ai preventivi. Per le officine questo significa confrontarsi con clienti più informati, meno fedeli al brand e molto sensibili al rapporto costo / beneficio della riparazione.
NONOSTANTE I COLPI DI CODA DI GENNAIO(+ 6,2 %) E FEBBRAIO(+ 14 %), L’ UNRAE STIMA PER IL 2026 UN VOLUME FINALE IN ITALIA DI 1,54 MILIONI DI AUTO E UNA PREVISIONE PER IL BIENNIO 2027-2028 AL DI SOTTO DI 1,6 MILIONI
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