MONOGRAFIA
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Fiat barchetta : poche , ma BUONE
La produzione della Fiat barchetta cessa nel 2005 , dopo un restyling datato 2003 e poco più di 57mila esemplari usciti dalla catena di montaggio : per questo sarebbe da puntare su questa spider , un esempio di stile Made in Italy destinato a diventare un must have per ogni collezionista di automobili
DI FEDERICO LANFRANCHI
All ’ inizio degli anni 90 Fiat non navigava certo nell ’ oro , e l ’ idea di sviluppare una piattaforma con schema a trazione posteriore per un solo modello di nicchia era semplicemente fuori questione per un brand generalista . In quegli anni , la banca organi in quel di Mirafiori disponeva della nuova architettura recentemente sviluppata per la Punto prima serie , sul mercato dal 1993 .
IL PROGETTO I tecnici del Lingotto decisero , quindi , di partire da lì per costruire l ’ ossatura della nuova Fiat barchetta ( rigorosamente con la “ b ” minuscola ), l ’ auto che insieme alla coeva Coupé riportò la Casa torinese nel settore delle sportive accessibili . Il risultato fu al di sopra delle aspettative : grazie all ’ accorciamento del passo di 175 mm ( per un totale di 2.270 mm e una lunghezza complessiva di 3.920 mm ) e all ’ adeguamento delle proporzioni del cofano ( allungato e abbassato ), tutto si poteva desumere fuorché la barchetta sotto sotto fosse una Punto . La matita che ha disegnato la barchetta è quella del designer greco Andreas Zapatinas , che vinse sul disegno di nome “ Diavola ” di un allora giovanissimo Chris Bangle . La spider italiana trae ispirazione dalle sportive biposto italiane degli anni 60 , in particolare dalla Ferrari 166M . Altro omaggio alle spider vintage è la lamiera a vista sui pannelli porta , che insieme alle maniglie delle portiere “ a scomparsa ” dà un tocco classico molto equilibrato .