ATTUALITÀ è ancora più delicato. La rapidità con cui evolvono i veicoli rende necessario un aggiornamento continuo che coinvolga titolari, tecnici e personale di accettazione. La formazione non può più essere considerata un’ attività occasionale, ma parte integrante del modello di business. La rivoluzione delle competenze si accompagna a una revisione dei modelli organizzativi. Le aziende puntano verso strutture più flessibili, capaci di integrare competenze differenti e favorire la collaborazione tra professionalità tradizionalmente separate. Lo stesso principio inizia a diffondersi nelle reti di assistenza. Tecnici, specialisti elettronici, addetti alla diagnosi e consulenti sono chiamati a collaborare sempre più per gestire la crescente complessità del veicolo.
SCENARIO E FORMAZIONE
• Il 60 % delle aziende lombarde del settore automotive fatica a trovare personale qualificato( fonte: Enaip Lombardia)
• Gli studenti iscritti ai percorsi professionali automotive sono inferiori alla domanda che arriva dal mercato
• Chi sceglie l’ indirizzo automotive viene spesso assunto ancora prima di ultimare gli studi
• La filiera è composta in larga parte da piccole e medie imprese, dove i processi di riconversione sono più difficili per limiti finanziari e organizzativi
• Il settore automotive italiano vale 380 miliardi di euro di fatturato( 19,5 % del Pil) e impiega un milione di addetti, fonte ANFIA
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LA VERA SCOMMESSA DELL’ AFTERMARKET La transizione viene spesso raccontata solo attraverso batterie e software, ma esiste un elemento meno visibile che potrebbe risultare decisivo: le com- petenze. L’ efficacia dell’ intera filiera dipenderà dalla capacità di attrarre nuovi talenti, aggiornare quelli esistenti e costruire percorsi professionali in linea con le esigenze emergenti. Per l’ autoriparazione la posta in gioco è particolarmente elevata. Le officine che sapranno investire in formazione, meccatronica e servizi potranno rafforzare il proprio ruolo all’ interno della filiera. Quelle che rimarranno ancorate ai modelli tradizionali rischieranno invece di trovarsi progressivamente ai margini di un mercato che corre veloce. D’ altronde, la rivoluzione non riguarda solo le auto, ma anche e soprattutto le persone chiamate a progettarle, venderle, assisterle e ripararle. E proprio nelle officine si giocherà una parte importante di questa partita.