ATTUALITÀ si aggiungono pressione su costi, energia, materie prime e logistica che spingono le aziende a sostenere processi di efficientamento e riconversione. La buona notizia è che il settore è vivo e vegeto, anche se sta velocemente cambiando pelle, pur con dinamiche contrapposte. Crescono, infatti, i segmenti legati a software, elettrificazione e servizi di mobilità, mentre molte attività tradizionalmente associate al motore endotermico affrontano percorsi di riconversione.
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UN GROSSO PROBLEMA D’ IMMAGINE E ATTRATTIVITÀ Ad allargare( e se vogliamo, complicare) ulteriormente questo scenario è il quadro emerso da una tavola rotonda organizzata da Enaip Lombardia, che si occupa di formazione. Nella regione manifatturiera per eccellenza, con una filiera automotive composta in larga parte da piccole e medie imprese, il settore continua a crescere, ma si scontra con una difficoltà strutturale: sei aziende su dieci non riescono a trovare personale qualificato. Gli studenti iscritti ai percorsi professionali di settore, infatti, sono sempre meno di quanti ne richieda il mercato. Con il paradosso che chi si forma, viene spesso assunto ancor prima di diplomarsi, sebbene in molti casi si orienti verso ambiti- tech, energy e telecomunicazioni, in particolare- considerati più attrattivi o moderni. Il lavoro tecnico nell’ automotive sconta ancora un deficit d’ immagine legato a un passato fatto di mani sporche di grasso, turni pesanti, ambienti difficili. Questa rappresentazione è largamente superata dalla realtà: le officine moderne sono ambienti puliti, digitalizzati, con strumenti diagnostici avanzati e procedure certificate, ma ciò non corrisponde alla narrazione comune, che continua a modellare le scelte dei giovani e, ancor prima, dei loro genitori.
L’ AUTO SEMPRE PIÙ PIATTAFORMA DIGITALE Al centro di questa trasformazione naturalmente c’ è ancora l’ automobile, che però nella sua forma più evoluta è sempre meno un insieme di componenti meccanici e sempre più una piattaforma digitale su ruote. Aggiornamenti over-the-air, sistemi ADAS, connettività permanente, manutenzione predittiva, gestione remota delle funzioni del veicolo e raccolta di enormi quantità di dati stanno modificando profondamente il concetto stesso di automobile. Il valore intrinseco non è più legato esclusivamente al bene fisico, ma a un complesso ecosistema di servizi che lo accompagna durante tutta la sua vita utile. Un modello che è assimilabile sempre più a quello adottato dagli smartphone e dalla pletora di app a pagamento per tutti i gusti. Per chi opera nell’ aftermarket questo nuovo approccio rappresenta probabilmente la sfida più importante degli ultimi decenni.
L’ OFFICINA AL CENTRO DELLA TRASFORMAZIONE Il cambiamento più tangibile riguarda il cuore storico dell’ autoriparazione: l’ officina. Per anni il lavoro dell’ autoriparatore è stato associato alla capacità di intervenire manualmente su componenti meccanici. Oggi quella competenza resta fondamentale, ma non è più sufficiente. I veicoli di nuova generazione integrano decine di centraline elettroniche, sensori, radar, telecamere, dispositivi di assistenza alla guida e software sempre più sofisticati. Individuare un guasto significa spesso interpretare dati, effettuare diagnosi digitali, verificare aggiornamenti sof-
IL VALORE NON È PIÙ LEGATO SOLO ALL’ AUTO IN SÉ, MA AL COMPLESSO ECOSISTEMA DI SERVIZI CHE LA ACCOMPAGNA PER TUTTA LA SUA VITA