ATTUALITÀ tano particolarmente colpite Fiat Panda e 500, mentre al Nord prevalgono Toyota, Lexus, Range Rover e Volkswagen. In tutti i casi il successo del modello e la richiesta di ricambi restano i principali fattori che guidano le scelte dei ladri.
MAGLIA NERA ALLA LOMBARDIA A livello regionale la mappa dei furti parziali mostra una distribuzione differenti rispetto ai furti di veicoli interi. La Lombardia è oggi la regione più colpita, con circa il 40 % dei casi, seguita dal Lazio con il 27 % e dalla Campania con il 18 %. Il fenomeno si concentra soprattutto nelle grandi città: Roma e Milano insieme rappresentano circa il 28 % dei danneggiamenti totali. Scendendo verso Sud, la Puglia, in particolare l’ area tra Manfredonia e Cerignola, viene indicata come una delle zone a maggior rischio, con vere e proprie centrali di smontaggio diffuse sul territorio supportate da officine e autoparchi compiacenti che rivendono i pezzi rubati. Anche la Campania registra un incremento significativo degli episodi.
Recuperi e prevenzione
La parola d’ ordine per evitare di trovarsi in questo tipo di guai è sempre deterrenza. Un buon impianto di allarme con un sistema Gps è il minimo sindacale, anche se spesso non è sufficiente, così come le dash cam, le telecamere di bordo che registrano quello che accade attorno al veicolo, e i vecchi sistemi meccanici che bloccano sterzo e pedali. Per essere tranquilli occorre dotarsi di strumenti telematici più evoluti in grado di prevenire e agevolare il recupero dei veicoli, come quelli offerti da LoJack, che nei primi sei mesi del 2025 ha ritrovato 1.032 veicoli grazie alla tecnologia in radiofrequenza, a una centrale operativa continua e al supporto alle Forze dell’ Ordine. Il 54 % dei recuperi ha riguardato Suv, con in testa la Toyota RAV4, mentre il 32 % ha interessato le autovetture, tra cui spicca la Fiat Panda. Le regioni con il maggior numero di ritrovamenti sono Lazio, Campania, Puglia, Lombardia e Sicilia.
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I PEZZI PIÙ RUBATI Le statistiche mostrano che il business dei furti parziali si concentra su componenti specifici. Tra i più rubati figurano telecamere di bordo, paraurti, monitor, fanali, cerchi in lega e catalizzatori. Il valore del danno varia molto in base al tipo di veicolo: un paraurti può costare da 45 a 800 euro, un monitor da 180 a 920 euro, un fanale da 500 a 2.500 euro, mentre i cerchi oscillano tra 450 e 1.500 euro. I catalizzatori sono particolarmente ambiti per la presenza di metalli preziosi come platino e palladio. Molto richiesti anche i gruppi ottici avanzati- fari a LED, laser e sistemi di orientamento automatico- che possono superare i 5.000 euro di valore, oltre a motori, portiere, cruscotti, centraline, pneumatici e varie parti di carrozzeria.
TECNICHE SEMPRE PIÙ RAPIDE Dietro i furti parziali si celano organizzazioni criminali strutturate, sempre più tecnologiche, capaci di agire in pieno giorno con tecniche rapidissime e sofisticate. Per portare a termine un colpo, un ladro esperto impiega mediamente dai 50 ai 90 secondi. Le operazioni vengono attentamente pianificate in base alle richieste del mercato, privilegiando strade poco trafficate o aree scarsamente illuminate. In alcuni casi il mercato dei ricambi viene alimentato da vetture intere sottratte con diverse modalità: trascinate, rubate clonando la chiave o tramite connessione alla rete CAN bus, soprattutto su modelli come Alfa Romeo Stelvio e Giulia o Jeep Renegade e Compass. Una volta portate nei capannoni, le auto vengono smontate in 3-4 ore e i pezzi avviati ai canali illegali internazionali.