Management
Allarme rosso
Trump vola da Xi mentre a Bruxelles si continua a discutere di regolamenti. Gli Stati Uniti proteggono semiconduttori, energia e industria come strumenti di potenza nazionale. La Cina risponde blindando supply chain, terre rare e tecnologia attraverso la nuova Supply Chain Security Law. L’ Europa invece tenta di ricostruire il“ Made in Europe” insistendo sull’ auto elettrica quando ormai è evidente che il cuore tecnologico e industriale dell’ automobile a batteria è già irrimediabilmente altrove. Nel frattempo, il deficit commerciale europeo verso Pechino ha raggiunto 350 miliardi di dollari con la logica conseguenza che la manifattura europea continua a ridimensionarsi. Il mondo si sta riorganizzando attorno a energia, controllo industriale, materie prime, tecnologia e filiere strategiche. E mentre Stati Uniti e Cina combattono questa guerra ignorando l’ Europa, a Bruxelles si continua a rispondere con procedure, regolamenti e soprattutto inconcludenti giri di valzer
Di Andrea Taschini
Una silenziosa disfatta
Si ha l’ impressione in questo ultimo periodo che la realtà viaggi molto più velocemente delle ipotesi. Può essere solo una percezione di accelerazione gravitazionale che, come diceva Einstein, è relativa al punto di osservazione, ma per l’ Unione europea sembra invece un grave sintomo di immobilismo prospettico. La sensazione che si ricava osservando l’ Europa è quella dell’ irrilevanza di fronte ai movimenti del mondo, di un’ astenia che lascia attoniti, quasi come se a Bruxelles si fosse persa la rotta e la nave, abbandonata a sé stessa, fosse ormai alla deriva senza che nessuno se ne preoccupi davvero. L’ Europa intera, incluso il Regno Unito, è in una sorta di confusione statica dove i movimenti politici emergenti stanno travolgendo élite stanche e provate da due decenni di illusioni concluse
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