2025
2025
Immatricolazioni e transizione elettrica
In Europa, per quanto riguarda le immatricolazioni, tra il 2019 e il 2025 si sono persi 3,4 milioni di veicoli e 380mila in Italia, pari a una media di oltre-3 %. L’ Italia rimane tra i fanalini di coda europei per la quota di veicoli elettrici, nonostante questa fetta di mercato in Europa sia stabile dopo i fasti di qualche anno fa. Pellegrino ha descritto la situazione come un“ circolo vizioso” dovuto alla mancanza di progetti chiari e razionali, dove a causa della mancanza di una strategia predefinita, gli obiettivi ambientali, economicamente e socialmente sostenibili vengono meno. Ha ribadito la necessità di avere un quadro estremamente chiaro e pragmatico per la decarbonizzazione il raggiungimento degli obiettivi di CO 2
, che causa incertezze e mancati acquisti di nuove auto.
Dialogo Strategico Automotive
Anfia ha partecipato attivamente allo Strategic Automotive Dialogue, supportando Clepa nelle decisioni chiave. Si stimano 100mila posti di lavoro persi in Europa nel 2024 e i target al 2030 e al 2035 irraggiungibili, soprattutto per i veicoli commerciali leggeri. Per questo ha suggerito un approccio differenziato tra auto e veicoli commerciali leggeri, considerando il diverso“ total cost of ownership” di questi ultimi. È stata proposta l’ introduzione di flessibilità, includendo veicoli a carburanti rinnovabili e considerando un approccio positivo ai veicoli plug-in e ai veicoli“ range extender”( con piccoli motori endotermici per ricaricare le batterie). Queste soluzioni offrirebbero un impatto positivo immediato sulla riduzione della
CO 2, preservando al contempo la tecnologia e lo sviluppo futuro dei motori endotermici.
Produzione e occupazione
Un altro aspetto fondamentale sono le misure di protezione della manifattura europea, a supporto degli investimenti in ricerca e sviluppo e del valore aggiunto generato dalla produzione continentale. ANFIA sostiene la tutela degli investimenti e della ricerca e sviluppo in Europa, considerando anche l’ impatto dei dazi. In un momento di tensione, la tendenza a innalzare barriere economiche svantaggia le aziende europee, che hanno un costo competitivo superiore del
15-35 % rispetto ai concorrenti dei“ low-cost countries”, a causa dei costi di energia, materie prime e lavoro. I rischi sono significativi: 350mila posti di lavoro sono a repentaglio nei prossimi anni e una potenziale perdita fino a un quarto del valore della produzione di veicoli nell’ Unione Europea entro il 2030, se si prosegue in una direzione troppo estrema. In sintesi, ANFIA sostiene l’ approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale verso una transizione energetica giusta. È necessario allineare la normativa all’ industria, affiancare alla mobilità puramente elettrica i carburanti e-fuel e innovativi, e mantenere le vetture plug-in con motori endotermici. Tutto ciò per salvaguardare l’ industria, la ricerca e sviluppo e i posti di lavoro. Questo approccio, sebbene spinto verso il primo equipaggiamento, sarà di supporto anche per l’ aftermarket.( B. C.)
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