PARTS Gen/Feb 2026 | Seite 32

che e cinesi, mostrando come queste ultime siano significativamente più economiche e presenti in tutti i segmenti, sfidando l’ idea che siano solo piccole utilitarie.
Lo sharing sostituirà l’ auto privata
Abbiamo sentito tante volte che lo sharing avrebbe sostituito l’ auto privata. L’ intervento di Di Loreto mostra come l’ 80 % degli italiani consideri l’ auto il mezzo preferito per l’ uso ricorrente, un dato in crescita dopo il Covid. Il car sharing, invece, è crollato al 10 % e viene utilizzato in media“ una volta ogni sei mesi”. Il relatore ha concluso che“ senza l’ auto non si va da nessuna parte”, suggerendo di smettere di criminalizzare il veicolo privato e concentrarsi sul miglioramento.
La Cina non imparerà mai a fare le auto
La convinzione che la Cina non sarebbe mai stata in grado di produrre auto di qualità è diffusa da sempre. Ora è arrivato il momento di smentirla. Come? A parlare sono i numerosi marchi cinesi che offrono numerosi modelli in tutti i segmenti del mercato italiano, con un“ gap di prezzo del 5-6 %” rispetto ai concorrenti occidentali. Di Loreto ha evidenziato che i costruttori cinesi sviluppano nuove piattaforme in tempi molto più brevi( meno della metà rispetto ai tedeschi) e a costi inferiori.“ Le sanno fare: o ci diamo una mossa o altrimenti avremo un po’ di altre profezie da sfatare,” ha concluso il relatore.
La Cina ci invaderà solo con auto elettriche
L’ ultimo mito riguarda l’ idea che l’ invasione cinese si limiterà alle auto elettriche. Di Loreto ha mostrato i numeri sulle esportazioni cinesi, rivelando che nel 2024 sono stati esportati 1,3 milioni di auto“ NEV”( New Energy Vehicles, che includono ibride) e 4,6 milioni di auto termiche, precisando che“ una NEV su tre ha un motore termico” e che le esportazioni di auto elettriche verso l’ Europa sono“ piatte” da alcuni trimestri. Mentre stanno crescendo in altre regioni come il Sud America e il Medio Oriente;“ Nelle navi che arrivano nei porti europei ci sono delle BEV, ma ci sono anche auto termiche e auto ibride”.
Le sfide del settore automotive europeo e italiano
In chiusura, Di Loreto ha sintetizzato le tre sfide principali per la filiera europea e italiana. La prima è mantenere l’ identità italiana ma aprirsi a manager esterni per acquisire nuove prospettive. La seconda è“ pensare in grande, ma partire in piccolo”, riconoscendo che le aziende italiane sono spesso troppo piccole e devono crescere, ma con velocità e non esagerazione. Infine, la terza sfida è integrare la finanza nella visione imprenditoriale, andando oltre il solo margine e considerando“ l’ aspettativa, la visione, il progetto” per attrarre investimenti. Di Loreto ha concluso il suo intervento sottolineato come il mercato delle fusioni e delle acquisizioni nel settore sia frizzante e offra molte opportunità a chi le saprà cogliere.( B. C.)
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