Auto Trend
Grafico 3 Grafico 4
difendere la produzione europea di microchip specifica per il settore auto, si è rivelato un boomerang che sta mettendo al tappeto le filiere produttive europee. I Cinesi, forti della loro supremazia sui microchip per applicazioni automotive, per ritorsione hanno infatti sospeso le forniture all’ Europa costringendo una delegazione del governo olandese a precipitarsi( probabilmente in ginocchio) a Pechino per tentare di far riprendere il flusso delle forniture. Ancora una volta sembra che a Bruxelles i neuroni non siano connessi tra loro e appare sempre più chiaro che al di là delle migliaia di regolamenti prodotti su questioni irrilevanti, l’ Unione non sappia esattamente ciò che fa. Come sia infatti possibile costringere il settore auto a digitalizzarsi ed elettrificarsi senza preoccuparsi delle filiere di approvvigionamento delle materie prime o dei componenti necessari, rimane un mistero irrisolto. Come sia inoltre accaduto che un governo dell’ Unione possa finire in una litigation con la Cina su un tema così delicato, senza avvertire i propri partner, ha del surreale. Il declino europeo passa inevitabilmente anche da questi fatti che, se non fossero documentati ma solo raccontati, sarebbero difficilmente credibili.
4. La finta revisione del Green Deal europeo
Anche ai più fiduciosi e gioiosi ambientalisti pare sia venuto qualche sospetto che il Green Deal possa avere una responsabilità sulla dilagante deindustrializzazione europea( Grafico 3) e sulle migliaia di licenziamenti che stanno travolgendo in primis la Germania: i primi numeri che mi vengono in mente, anche perché riguardano un’ azienda simbolo, sono i 32.000 esuberi di Volkswagen ma impressionano pure le migliaia annunciati da Bosch o da ZF. È innegabile che la politica green europea spinta irrazionalmente verso le emissioni zero entro il 2050, sia non solo irrealizzabile e costosa( quanto inutile), ma renderà il Vecchio Continente un deserto industriale. I nostri prodi parlamentari a Bruxelles devono essersi resi conto che qualcosa nell’ economia europea non funziona e sono corsi ai ripari. Hanno inscenato un’ ampia discussione in materia e dopo ore se non giorni di camera di consiglio se ne sono usciti con una soluzione che è facilmente leggibile dal Grafico 4: fermo restando l’ azzeramento delle emissioni nel 2050 si concede una deroga del 5 % entro il 2040 compensata tuttavia dell’ acquisto di crediti di CO 2 all’ estero, con un evidente aggravio di costi che andranno non solo a pesare sulle nostre imprese ma ad alimentare la competitività dei nostri competitor extra europei. Anche se il grafico, come detto, parla più di ogni ulteriore commento, Bruxelles si è ripromessa ogni due anni di rivedere le percentuali di flessibilità, cosa che avverrà inevitabilmente man mano che il disastro industriale continentale prenderà forma. Intanto sul fronte auto si vocifera sempre più insistentemente che il divieto imposto per la vendita di auto endotermiche verrà spostato al 2040, un modo come un altro della politica europea per non ammettere i propri gravi errori ma di spostare il problema in avanti, sperando che gli elettori si dimentichino dei danni fatti ad un’ industria prestigiosa e portante come quella dell’ auto; vedremo gli sviluppi ma il declino( autoinflitto) del nostro continente appare sempre più irreversibile. ■
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