Mercato
Il 20,6 % delle vetture circolanti è ancora ante Euro 4. Le auto a benzina e diesel rappresentano insieme quasi l’ 81 %
volta la soglia psicologica del 10 %. Le auto elettriche pure( BEV) salgono al 6,2 %( circa 95.000 immatricolazioni), recuperando due punti percentuali rispetto al 4,2 % del 2024, anche grazie alla spinta degli incentivi MASE concentrati negli ultimi due mesi dell’ anno( nei primi 10 mesi 2025 la quota era al 5,2 %). Le ibride plug-in( PHEV) quasi raddoppiano la quota di mercato, portandosi al 6,6 % del totale, grazie all’ ampliamento dell’ offerta di modelli e alle nuove disposizioni sulle auto aziendali in fringe benefits. Un progresso è registrabile anche sul fronte delle emissioni medie di CO 2 delle nuove immatricolazioni, che a fine 2025 scendono di oltre 7 g / Km rispetto all’ anno precedente, attestandosi a 112,0 g / Km e avvicinandosi alla media UE del 2024( 108 g / km). Nonostante questi segnali positivi, l’ Italia si conferma ancora fanalino di coda tra i major markets europei per la quota di auto a zero o bassissime emissioni( 12,8 %), distante da Regno Unito( 34,5 %), Germania( 30,0 %), Francia( 26,7 %) e Spagna( 19,6 %).
Manca il supporto alla transizione
Un elemento strutturale che continua a ostacolare la transizione energetica nel Paese è la bassa penetrazione delle auto aziendali, storicamente più veloci nel ricambio e più aperte all’ adozione di nuove tecnologie. Nel 2025, l’ Italia registra la quota più bassa di auto aziendali tra i major markets europei( 45,8 %), posizionandosi a 7,2 punti dalla Spagna, 8,5 punti dalla Francia, quasi 16 punti dal Regno Unito e quasi 21 punti dalla Germania, dove la domanda business raggiunge il 66,4 % del mercato totale. Sul fronte delle infrastrutture
di ricarica, secondo i dati EAFO, il nostro Paese rimane stabile al 16 ° posto nel ranking europeo per capillarità, con soli 14,2 punti di ricarica ogni 100 km a fronte di una media europea di 20,9. I punti di ricarica fast e ultra-fast coprono il 20 % del totale, in crescita rispetto al 17 % dell’ anno precedente, segnalando un’ accelerazione, ma la distanza dagli standard europei rimane ancora considerevole. Inoltre, nel nostro Paese si registra una concentrazione elevata di operatori: i Top 2 CPO controllano il 59,2 % delle infrastrutture operative, i Top 5 il 72,4 %. Per accelerare la transizione energetica, Unrae ribadisce la necessità di politiche per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica e di rifornimento di idrogeno, oltre a interventi sugli elevati costi delle ricariche, il cui prezzo è dissociato dal costo reale di riferimento all’ ingrosso dell’ energia. Quest’ ultimo è comunque notoriamente penalizzato nel confronto internazionale: a titolo esemplificativo, al 4 febbraio u. s. il prezzo dell’ energia elettrica all’ ingrosso in Italia si posizionava su 135,31 €/ MWh, evidenziando un gap elevato rispetto al range degli altri major market( dal 17,22 €/ MWh della Spagna al 110,60 €/ MWh della Germania). Inoltre, Unare ribadisce l’ urgenza di una riforma organica del regime fiscale delle auto aziendali in termini di deducibilità dei costi, detraibilità dell’ Iva e periodo di ammortamento.
Parco circolante: 41 milioni di auto, sempre più vecchie
Il parco circolante delle autovetture supera i 41 milioni di unità a fine 2025, con un’ età media che dovrebbe allinearsi ai 13 anni dell’ anno precedente e in progressiva crescita dal 2009. La cronica lentezza che caratterizza il ricambio del parco auto italiano continua a generare impatti negativi su ambiente, salute e sicurezza stradale. Tra le vetture circolanti, il 20,6 % è ancora ante Euro 4, ossia con oltre 20 anni di età. Il parco è composto per quasi l’ 81,0 % da auto a benzina e diesel, in lieve riduzione rispetto agli anni precedenti, mentre crescono le ibride all’ 8,3 % e le auto a Gpl al 6,8 %. Le vettu-
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