Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 85

10. Pathfinders (parte 3) L’unità divisa in due parti, scese dal paese costeggiando il margine destro della strada, l’altra metà camminava lungo il margine sinistro. Raggiungemmo degli alberi e ci disponemmo in linea mentre il sarge si fermò per dare un’occhiata con il cannocchiale. La cittadina era quasi in vista, d’un tratto sul fianco sinistro oltre una piccola collina un paio di squadre di fanteria sumerica correvano al passo, forse mandate in ricognizione od in soccorso di quelli che nel paese precedente erano stati attaccati?. Loro armati con AK47, erano allo scoperto, noi eravamo disposti in linea, con fucili M16 e nascosti tra la vegetazione. Il sarge aspettò che tutte e due le squadre avessero scollinato e fossero completamente allo scoperto, poi iniziò la mattanza, in un paio di minuti tutti i nemici furono annientati. Io ne beccai due forse tre, a parte qualche pallottola che si sentì fischiare sopra la testa, per il resto fu una passeggiata. Temendo un attacco di qualche mezzo corazzato proveniente dalla città, parte dei granatieri, fummo spostati in avanscoperta e raggiungemmo il boschetto prospiciente. Attendemmo per un pò a terra che accadesse qualcosa, ma non accadde niente. Il sarge contattò il comando per avere istruzioni. Nell’incursione sin’ora avevamo perso circa il 50% delle forze considerando sia i morti che i feriti ed i moribondi. Il comando ci concesse del supporto aereo tattico, degli elicotteri da battaglia avrebbero attaccato il paese, eventuali mezzi corazzati, bunker delle difese cittadine. Per far questo occorreva che prima si eliminasse il secondo Shilka, quindi avremmo dovuto ripiegare fuori dal villaggio onde permettere agli elicotteri da battaglia d’attaccare senza rischi sovrapposizioni da fuoco amico. Il no 7G&