Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 72

Comunque dopo un’ora di volo il CH47 é in hovering, il portellone elettrico posteriore si apre, siamo alti in quota. Si vedono i monti, c’é un pò di foschia e dentro l’elicottero é molto più buio che fuori, ci sono anche delle luci verdi accese. L’altro inserviente mi dice di spingere, io spingo, man mano tutto il carico che pesa un’enormità scorre piuttosto rapido sui cuscinetti a sfera e poi neanche prima del bordo cade giù per gravità, si sente uno STRAP e tutte le casse cadono a piombo giù dall’elicottero mentre si vede aprire il paracadute. Dopo un’ora di volo torniamo alla base, ma non atterriamo anzi facciamo quota e ci dirigiamo altrove. L’altro addetto al carico dice che é successo un casino. I gengiskani ed i sumerici giocano pesante, pare abbiano bombardato con roba NBC, per fortuna non ci sono molti morti perché il vento ha girato e gli effetti sono stati ridotti dal caso, dalla fortuna. Io sbianco e penso che la cosa sta diventando parecchio complicata, al corso basico mi hanno dato una maschera anti.NBC tuttavia una maschera antigas può far poco se incominciano a piovere bombe nucleari tattiche oppure armi chimiche. L’unica cosa positiva delle armi nucleare é che almeno nella maggioranza dei casi si é vaporizzati in un secondo. Se si é fortunati non si deve morire di stenti. La consolazione é minima. Cazzo io pensavo di poter tornare a casa alla fine di questa guerra. Insomma quando mi ero arruolato mica pensavo di poterci lasciare la pelle. Invece con le notizie che sento, comincio a pensare che dovrò stare molto attento a consumare la mia fortuna, perché per tornare a casa me ne servirà davvero tanta. Atterriamo in un campo da un’altra parte, dove mi dicono che é stata spostata anche la mia compagnia. Saluto i piloti e me ne torno al mio plotone, chissà se sono tutti vivi oppure se qualcuno c’ha lasciato le penne?. Penso che ho avuto fortuna oggi, é stato un bene essere chiamato come mitragliere, poi inserviente di carico sugli elicotteri, santa merda! almeno non ero alla base. Mentre cammino nel nuovo accampamento, mi guardo in giro per vedere se nel plotone ci sono tutti e che rimpiazzi sono arrivati. Più o meno ci siamo tutti, dice che sono stati fortunati, mi raccontano che erano di patrol sulla costa poi sono stati avvertiti per radio di non rientrare alla base, ma di tenersi sottovento andando a sud. Io in silenzio mi domando se ho consumato più fortuna io mentre facevo il mitragliere sul blackhawk e l’inserviente di carico sul chinook, oppure loro che sono rimasti alla base facendo patrol. Gli altri mi chiedono incuriositi com’é stato fare lo stronzo sugli elicotteri, io gli rispondo che in fanteria è centomila volte più rischioso, ma volare a me piace poco, cazzo io soffrò di vertigini e non é colpa mia se preferisco tenere i piedi ben piantati per terra. Ridono e mi danno dello stronzo, poi mi tirano una lattina di birra. contininua a leggere a pagina 73 72