dava una fame ardente per la Santa Comunione , e le faceva fare i più grandi sforzi per partecipare il più spesso possibile a questo Pane di Vita . Singolarissima devozione aveva al Sacro
Cuore di Gesù- , (...) tenera e filiale era altresì la sua devozione alla Santissima Vergine » 26 *.
Anche le non poche sofferenze fisiche e morali nella sua vita , - gli abituali incomodi della salute , la frequenza di malattie e la morte di persone e sorelle a lei carissime - sopportate sempre « col più virtuoso coraggio », la fecero avanzare ancora più nella perfezione e nel distacco dalle cose create , « per non curare che l ’ unico necessario , cioè l ’ amore e l ' unione con il
diletto del suo cuore , Gesù , dinanzi al quale , durante le sue frequenti infermità , passava in Coro quasi intere giornate » 22 .
Grande fu la sua carità verso il prossimo . « Ebbe a cuore di soccorrere i poveri allorché fu superiora , e particolarmente ancora di più le sorelle inferme- , (...) allorquando pareva che non si facesse mai abbastanza per loro , allora la sua gran carità superava tutte le diligenze che in tali occasioni si usano .
Era premurosa verso tutte sì riguardo allo spirito che al corpo ,
(...) animandole a soffrire con pazienza e rassegnazione i loro mali per amore del Signore , e le confortava e sollevava quanto più poteva ». Anche nelle ricreazioni comunitarie , specialmente in quelle straordinarie , la sua carità si manifestava nel tenere « gli spiriti sollevati , procurando che tutte [ le Suore ] santamente si rallegrassero , contribuendo anch ’ essa con piccoli modi » 2 *.
Dopo un « notabile deterioramento della sua vista », nella quaresima del 1846 Suor Geltrude si aggravò . L ’ idropisia si e- stese a tutto il corpo . « Il Mercoledì della Settimana di Passione
(...) a stento scese in coro a ricevere la Santa Comunione ». La
Ivi , p . 215 . Ivi , p . 216 . Ivi , p . 212 .
XI