dichiarato è molto ambizioso perché vuole migliorare l’ efficienza di due o tre volte rispetto agli attuali sistemi HVAC( Heating, Ventilation and Air Conditioning), eliminando finalmente i fluidi refrigeranti ad alto impatto climatico che, se non smaltiti correttamente, sono altamente inquinanti. A prima vista sembrerebbe una storia da termoidraulici, non da serramentisti, ma in realtà riguarda direttamente il foro finestra. E il motivo è chiaramente economico: se il fresco diventa il nuovo grande mercato dell’ abitare e un importante attrattore di investimenti, il serramento non potrà più limitarsi a chiudere bene un“ buco nel muro”. La vendita della finestra del futuro dovrà passare dall’ offrire isolamento al proporre una riduzione del fabbisogno di raffrescamento e, in alcuni casi, potrà dialogare con piccoli sistemi attivi distribuiti, integrati nei cassonetti, nei controtelai evoluti, nelle facciate leggere o nei moduli di ventilazione decentralizzata. Questo, in modo molto lungimirante, potrebbe cambiare la prospettiva commerciale dei prossimi mesi perché, dopo un’ estate come quella che abbiamo passato nel 2026, molti clienti entreranno negli showroom con delle domande e delle richieste diverse dal recente passato. Cominceranno a raccontare che la camera a ovest è invivibile, che il soggiorno con la grande vetrata resta caldo fino a notte, che il climatizzatore portatile consuma troppo e raffresca poco, che le tapparelle abbassate tutto il giorno trasformano la casa in una tana buia. Per chi saprà tradurre queste frasi in una proposta tecnica si aprirà la possibilità di avere un vantaggio enorme.
IL FUTURO DEL SERRAMENTO SI GIOCA D’ ESTATE Per anni il serramento è stato venduto con il linguaggio tecnico dell’ inverno: Uw, dispersioni, triplo vetro, guarnizioni, cappotto, tenuta all’ aria e ovviamente quel linguaggio resta fondamentale, ma non basta più. L’ International Energy Agency indica il raffrescamento degli ambienti come la fonte di domanda energetica in più rapida crescita nel settore edilizio, con un aumento vicino al 4 % annuo fino al 2035 secondo le politiche attuali. Per questo, bisognerà passare alla proposta di finestre che trattengono il calore a gennaio, ma anche di sistemi che impediscono alla casa di collassare ad agosto. La partita la vincerà non chi prometterà miracoli tecnologici, ma chi saprà comporre soluzioni credibili, composte da vetri selettivi, schermature esterne, ventilazione notturna, cassonetti isolati, profili meno esposti al surriscaldamento, sensori, controllo automatico e, domani, piccoli dispositivi di raffrescamento senza gas integrati nell’ involucro. Il serramentista sarà vincitore se sarà capace di parlare con l’ impiantista prima, non dopo il cantiere. Il fresco che passerà dalla finestra sarà composto da progettazione, prevenzione, controllo solare, gestione dell’ ombra, riduzione dei carichi e integrazione tra mestieri che finora hanno lavorato sempre in modo separato. Questo a lungo termine porterà anche un beneficio architettonico perché potrebbe essere la volta che riusciremo a rimuovere motori appesi alle facciate e a valorizzare la bellezza delle nostre costruzioni, in armonia con i serramenti.
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