NUOVA FINESTRA Marzo 2026 | Page 94

L’ AUTORE
SOSTENIBILITÀ www. guidafinestra. it
europeo. Sotto la spinta dei rapporti di Enrico Letta(“ Much more than a market”) e Mario Draghi(“ The future of European competitiveness”), i leader dell’ UE hanno compreso che un eccesso di oneri amministrativi avrebbe rischiato di soffocare proprio quelle imprese chiamate a realizzare la transizione ecologica. L’ obiettivo dichiarato è ambizioso: ridurre gli oneri di comunicazione del 25 % in generale, e del 35 % per le sole piccole e medie imprese. Secondo le stime della Commissione, l’ intervento approvato permetterà un risparmio di circa 5,7 miliardi di euro. Tuttavia, questo risultato è stato raggiunto attraverso un ridimensionamento sostanziale rispetto alle versioni originali delle direttive, escludendo dall’ ambito di applicazione obbligatorio circa l’ 85-90 % delle imprese inizialmente coinvolte. Per il comparto dei serramenti, fatto di eccellenze produttive che spesso si collocano nella fascia delle medie imprese, questo significa un respiro immediato sul piano della gestione documentale, ma introduce anche nuove incognite su come verrà percepito il valore“ green” dei prodotti sul mercato.
LA METAMORFOSI DELLA CSRD: NUOVE SOGLIE E PROTEZIONE DELLA FILIERA La CSRD viene profondamente ridimensionata. L’ obbligo di rendicontazione sociale e ambientale graverà ora esclusivamente sulle realtà che superano i 1.000 dipendenti e un fatturato netto annuo di 450 milioni di euro. Rispetto alle bozze iniziali, le differenze sono macroscopiche: le PMI quotate, che avrebbero dovuto essere incluse gradualmente, sono state completamente esentate. Inoltre, gli standard di reporting specifici per settore, che avrebbero dovuto armonizzare la raccolta dati per comparti critici come l’ edilizia, sono diventati facoltativi. Un punto fondamentale per il serramentista è il cosiddetto“ divieto di trasferimento dell’ o- nere”. Nella prassi degli ultimi anni, molte grandi aziende e General Contractor avevano iniziato a richiedere ai propri fornitori( anche piccolissimi) dati estremamente complessi sulle emissioni di CO2 e sulla gestione dei rifiuti, scaricando a valle i costi della propria rendicontazione. Il pacchetto Omnibus I stabilisce ora che le grandi imprese non potranno più imporre tali richieste ai partner commerciali con meno di 1.000 dipendenti, i quali saranno tenuti a fornire solo le informazioni previste dai regimi volontari. Questa misura rappresenta una boccata d’ ossigeno per le officine e i piccoli produttori di infissi, che potranno concentrarsi sulla qualità del manufatto senza essere travolti da richieste burocratiche sproporzionate rispetto alla propria struttura.
LA RIVOLUZIONE DELLA CSDDD: RESPONSABILITÀ E PRAGMATISMO Ancora più incisiva la revisione della CSDDD. Le soglie di applicazione salgono a 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di fatturato. Viene meno l’ obbligo di attuazione dei Piani
di Transizione Climatica: i piani restano da rendicontare, ma senza vincolo legale di implementazione. L’ Unione Europea rinuncia inoltre all’ armonizzazione della responsabilità civile, lasciando ai singoli Stati membri la definizione dei regimi sanzionatori. Per le imprese esportatrici ciò può tradursi in una maggiore frammentazione normativa. L’ introduzione di un risk-based approach consente tuttavia di concentrare la due diligence sulle aree della catena del valore a maggiore rischio, basandosi su informazioni ragionevolmente disponibili.
PRESSIONI GEOPOLITICHE E IL RUOLO DELL’ ITALIA È interessante notare come questo“ dietrofront” non sia nato nel vuoto pneumatico. Il dossier è stato influenzato da forti pressioni geopolitiche esterne, in particolare dagli Stati Uniti. L’ obbligo di semplificare parti cruciali della CSDDD è stato persino inserito in un accordo quadro commerciale con gli USA( Framework Agreement on Trade and Economic Security). Documenti privati hanno rivelato azioni coordinate di multinazionali americane per indebolire la normativa, definita da alcuni diplomatici un“ suicidio economico” per l’ Europa in un momento di crisi energetica. In questo contesto, l’ Italia è stata un attore chiave, sostenendo con forza la cancellazione degli obblighi relativi ai piani di transizione climatica per proteggere la flessibilità del proprio tessuto industriale.
L’ AUTORE
Angelo Bongio
Angelo Bongio, consulente sui temi della sostenibilità e valutatore impatto certificate CEPAS. Si occupa di sviluppo sostenibile da 2005 come animatore di progetti territoriali, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Ha maturato molteplici esperienze professionali all’ interno di associazioni di categoria e di agenzie di sviluppo occupandosi di sostenibilità, innovazione digitale e sviluppo della competitività delle imprese. Collabora con la cattedra di Elementi Economia Internazionale- Università Cattolica del Sacro Cuore. È fra i soci fondatori di Assobenefit, l’ associazione nazionale per le Società Benefit. Nel 2023 ha pubblicato“ Sistema diffuso delle PMI e delle imprese artigiane naturalmente benefit e sostenibile”, con Paolo Manfredi in Raul Caruso, Bellavite Carlo Pellegrini,“ Società Benefit. Profili giuridici ed economico aziendali”, EGEA Milano 2023.
94