NUOVA FINESTRA Marzo 2026 | Page 68

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L’ architettura scolastica rappresenta un ambito strategico nella progettazione contemporanea, in quanto incide in modo diretto sulla qualità dell’ esperienza educativa e formativa, sul benessere degli utenti e sul rapporto tra edificio, comunità e contesto urbano. La scuola è un luogo dalla funzione cruciale per l’ intera società e pertanto deve essere capace di porsi come spazio aperto, flessibile e inclusivo, capace di accogliere modalità didattiche innovative e di adattarsi all’ evoluzione delle esigenze anche in ambito edile. Scendendo ulteriormente nel dettaglio, l’ involucro edilizio è uno degli elementi centrali per la definizione delle prestazioni e dell’ identità dell’ edificio scolastico. Non svolge solo una funzione di separazione tra interno ed esterno, ma è un vero e proprio dispositivo attivo, che media tra esigenze funzionali, comfort ambientale, sostenibilità energetica ed espressività architettonica. Attraverso il controllo dell’ illuminazione naturale, della ventilazione, dell’ isolamento termo-acustico e della protezione solare, l’ involucro contribuisce in modo determinante al benessere psicofisico degli studenti e del personale scolastico. Inoltre, l’ involucro assume un valore simbolico e comunicativo, configurandosi come interfaccia tra la scuola e la città.
UN PROGETTO PER LA SCUOLA La nuova scuola secondaria Luca Pacioli si trova nel Comune di Buttrio, piccolo centro a sud di Udine caratterizzato da un contesto di elevato valore ambientale, definito dalla presenza del Rio e dal paesaggio collinare circostante. Il progetto, elaborato dagli studi Artico Fracassi e Marco Zito, si pone alcuni importanti obiettivi, tra cui sicuramene la capacità di inserirsi in modo coerente e all’ interno di un sistema già costruito, contribuendo alla definizione di un polo della formazione unitario e continuo, fino alla scuola secondaria. L’ intento dei progettisti è stato quello di costruire un organismo architettonico capace di crescere nel tempo, mantenendo una forte relazione con l’ ambiente naturale e con il tessuto esistente. Il polo è composto da tre edifici tra loro connessi, la cui organizzazione spaziale governa il disegno dell’ area secondo uno schema di crescita graduale, nel quale il rapporto tra spazi interni ed esterni assume un ruolo fondativo. Gli spazi interstiziali tra i volumi si configurano come corti ottiche aperte verso il paesaggio, ospitando giardini di transizione, che accompagnano il passaggio tra i diversi cicli educativi e favoriscono una continuità percettiva e funzionale. La disposizione dei volumi genera inoltre una piccola piazza centrale, luogo di relazione e riconoscibilità, sulla quale si attestano gli ingressi ai diversi edifici del polo. L’ orientamento, i percorsi e le gerarchie funzionali dell’ intero sistema sono costantemente mediati da traguardi visuali che mettono in relazione gli spazi aperti con quelli interni, rafforzando il dialogo tra architettura e paesaggio. Riprendendo il tema delle corti già presente negli altri edifici, la scuola media adotta un impianto a“ C”, in cui il vuoto del patio crea una corte interna, aperta su un lato, bilancia i volumi a doppia altezza
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