L’ autore
NORMATIVA www. guidafinestra. it
Non tutte le norme di prodotto, però, sono state armonizzate; ciò ha determinato lo sviluppo di dispositivi regolatori specifici da parte dei diversi Paesi membri, soprattutto per le caratteristiche che più influenzano la sicurezza( intesa come safety) delle persone. Un esempio significativo è rappresentato dalla resistenza al fuoco delle porte o dei serramenti interni. Come noto, la norma di prodotto che li riguarda, la EN 14351-2, non essendo stata armonizzata, non consente la Marcatura CE. In questo caso, ogni Paese definisce, sulla base della propria normativa edilizia, le modalità con cui il fabbricante deve garantire la conformità dei prodotti immessi sul mercato come resistenti al fuoco. In alcuni Stati può essere sufficiente una valutazione da parte dell’ organismo certificatore locale; in altri, la regolamentazione richiede una vera e propria certificazione di prodotto con sorveglianza periodica. Ciò non sorprende se si considera che, per i prodotti marcati CE con caratteristiche di resistenza al fuoco, è previsto un sistema VVCP di tipo 1. Esistono poi requisiti derivanti da disposizioni legislative specifiche dei Paesi di destinazione. Per esempio, nel settore della prevenzione incendi, in alcuni Länder tedeschi è richiesta la prestazione di reazione al fuoco dei pannelli porta anche in assenza di requisiti di resistenza al fuoco; altri Paesi impongono la tenuta ai fumi, mentre altri ancora richiedono prestazioni aggiuntive legate all’ isolamento durante incendio( classificazione EI1). Vi sono infine caratteristiche regolamentate di diversa natura. Un esempio è rappresentato dalle emissioni di sostanze volatili( COV) durante la vita utile del prodotto, disciplinate in diversi Stati dell’ UE. In Francia, ad esempio, sono oggetto di misurazione, calcolo e obbligo di etichettatura a partire dal Decreto n ° 2011-321 del 23 marzo 2011. Oppure requisiti morfologici: in Svezia, ad esempio, tutte le porte di ingresso devono aprire verso l’ esterno dell’ unità immobiliare.
L’ EXPORT EXTRA-UE: SISTEMI NORMATIVI NON ARMONIZZATI Al di fuori dell’ Unione Europea, il quadro normativo si frammenta in modo significativo. Ogni Paese adotta propri sistemi di certificazione e requisiti tecnici. Non è questa la sede per trattare il tema, ma si citano alcuni tra i principali riferimenti: la marcatura UKCA per il Regno Unito, gli standard NFRC( sistema indipendente statunitense per la valutazione delle prestazioni energetiche dei serramenti) e le certificazioni UL per gli Stati Uniti, nonché gli standard CSA per il Canada, che per il fuoco accettano anche certificazioni UL.
L’ autore
Lorenzo Folco, professionista attivo nel settore dei serramenti dal 1991. Inizia la sua esperienza professionale come progettista di strutture metalliche non portanti nel 1988. Ha operato fino al 1996 in un’ azienda di progettazione e produzione di serramenti in alluminio e facciate continue, rivestendo vari ruoli dalla progettazione all’ attività tecnico-commerciale in territorio nazionale ed estero. Dal 1996 al 1998 lavora come temporary manager in un gruppo di realtà legate al settore delle costruzioni e della promozione immobiliare che ha attività nel Principato di Monaco. Nel 1998 inizia la sua più che ventennale collaborazione con una primaria realtà industriale del settore delle chiusure tecniche, in cui opera fino al 2021 in diversi settori, seguendo attività di costruzione e certificazione del SGQ, progettazione, sviluppo e caratterizzazione dei prodotti, riferimento tecnico normativo. Esperto competente negli standard di sistema e prodotto italiani ed europei e buon conoscitore delle Building Regulation in vigore nei paesi esteri, ha partecipato attivamente ai lavori di stesura di diversi testi normativi cui fa riferimento il settore dei serramenti.
I COSTI DELL’ INTERNAZIONALIZZAZIONE Come si è visto, il quadro è complesso e richiede approfondimento, mercato per mercato. Il conformarsi ai requisiti descritti comporta costi significativi: test, attività di caratterizzazione e, in molti casi, vere e proprie certificazioni di prodotto. L’ accesso ai mercati esteri richiede quindi un piano di investimento strutturato che includa lo studio del mercato, dei requisiti tecnico-normativi, delle tradizioni costruttive e una chiara valutazione dei potenziali ritorni commerciali. Può essere opportuno, in tal senso, appoggiarsi a risorse esterne di comprovata esperienza e alle associazioni di categoria, che possono supportare i fabbricanti nell’ orientarsi in questo contesto complesso.
TRE LIVELLI NORMATIVI Il settore dei serramenti rappresenta un comparto strategico all’ interno dell’ industria delle costruzioni, caratterizzato da un elevato livello di regolamentazione tecnica. In questo contesto, l’ internazionalizzazione delle imprese italiane produttrici di finestre, porte e sistemi oscuranti richiede una conoscenza approfondita delle normative cogenti, dei regolamenti volontari e delle prescrizioni tecnico-legislative dei Paesi di destinazione. La consapevolezza e la capacità di gestire in modo integrato questi tre livelli normativi( cogente, volontario e tecnico) rappresentano un fattore critico di successo per i produttori nel loro percorso verso l’ internazionalizzazione. In questo senso, esportare non significa semplicemente accedere a nuovi mercati, ma dimostrare – in modo documentato e continuativo – la piena conformità del prodotto alle regole, esplicite e implicite, del Paese di destinazione.
88