bene. Ogni serramento dovrà avere una sua piccola biografia, composta da materiali, componenti, prestazioni, manutenzioni, documenti, eventuali ricambi compatibili, indicazioni per lo smontaggio e il recupero. Non stiamo parlando di fantascienza o di un futuro lontano, ma di una forte volontà di rendere gli edifici più circolari, cioè meno destinati a diventare rifiuto indistinto e più capaci di conservare valore nel tempo; il concetto di materiale con passaporto nasce proprio per rendere questa pratica realizzabile. Per molte imprese questo cambiamento sarà scomodo e difficile da digerire perché metterà a dura prova abitudini e cultura aziendale. Bisognerò creare collegamenti tra ufficio tecnico, produzione, posa, magazzino e post-vendita, senza lasciare la documentazione in una cartella dimenticata, ma trasformarla in parte integrante del prodotto, prevendendo nella progettazione anche un flusso documentale che accompagnerà il tutto fino a fine vita. Questo, per il serramentista, rappresenterà un cambio di paradigma, perché non venderà più soltanto una finestra, ma anche la possibilità di riconoscerla nel tempo. Il vantaggio, però, può essere enorme: in un mercato in cui il cliente è più prudente, il progettista chiede garanzie e i capitolati diventano più selettivi, un’ azienda capace di dare memoria al proprio prodotto appare più seria, moderna e affidabile. È qui che la metafora della Biblioteca di Alessandria diventa utile, perché il settore dei serramenti ha accumulato negli anni una quantità enorme di conoscenza in termini di prodotti, prove, certificazioni, dettagli di posa, soluzioni speciali, errori risolti e cantieri complessi. Spesso, però, questa conoscenza resta nella testa di poche persone, nei telefoni dei tecnici, nei raccoglitori dei fornitori, nei file non aggiornati o nelle abitudini dei posatori. Quando un dipendente lascia l’ azienda o un fornitore chiude, una parte della“ biblioteca” aziendale rischia di bruciare. La novità che attende i materiali, allora, non è solo quella di diventare più sostenibili, ma di evitare che diventino materiali senza memoria, perché nel serramento del futuro il valore non sarà dato soltanto da ciò che il prodotto è il giorno della consegna, ma da ciò che l’ azienda saprà ancora dire di quel prodotto anche dopo venti o trenta anni. Una finestra senza memoria è solo un oggetto installato in un muro, mentre una finestra con una storia, invece, diventa parte di un edificio più intelligente, più gestibile e più durevole. E quindi la vera rivoluzione culturale e il vero salto gestionale per le imprese sarà proprio quello di smettere di pensare che il lavoro finisca con la posa e iniziare a costruire, insieme ai serramenti, anche la biblioteca che li farà vivere nel tempo.
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