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FUORI DALLA FINESTRA

LA FINESTRA SENZA MEMORIA

Marco Toppan
Dall’ incendio della Biblioteca di Alessandria e la conseguente distruzione della memoria del mondo antico, alla perdita di conoscenza nei sistemi costruttivi: diventa necessaria una memoria digitale dei materiali. Il passaporto digitale rappresenta uno strumento per tracciare, valorizzare e prolungare la vita dei serramenti e di tutti i componenti edilizi
La distruzione della Biblioteca di Alessandria non fu causata da un unico incendio catastrofico, ma fu il risultato di un lungo declino dovuto a diversi eventi nel corso dei secoli. Le perdite maggiori avvennero durante la guerra alessandrina di Giulio Cesare( 47 a. C.), il sacco di Aureliano( 273 d. C.) e le tensioni religiose; tuttavia, questi fatti non portarono l’ umanità a perdere soltanto i libri, ma anche la memoria organizzata di una parte del mondo antico. Rotoli, mappe, studi, traduzioni, osservazioni astronomiche, testi medici e racconti di viaggio: conoscenze accumulate nei secoli sparirono o si dispersero. Ma la vera tragedia non fu il fuoco in sé, bensì il fatto che, insieme alla materia, bruciò anche l’ informazione che quella materia custodiva. Questa rimembranza storica, che in apparenza sembra lontana dal nostro mondo fatto di profili, vetri, guarnizioni e cantieri, racconta invece una delle trasformazioni più importanti che sta arrivando nell’ edilizia e, quindi, anche nel settore del serramento. La novità mondiale non riguarda solo la creazione di nuovi materiali, ma il modo in cui ogni materiale dovrà portare con sé la propria storia e le proprie origini. In Europa, da tempo, si parla sempre più di passaporti digitali dei prodotti e di passaporti dei materiali negli edifici: non in forma cartacea, ma digitale, per registrare origine, composizione, prestazioni, manutenzione, possibilità di riuso e fine vita dei componenti edilizi.
La nuova disciplina sui prodotti da costruzione prevede infatti un sistema organizzato di informazioni digitalizzate, volto a rendere più accessibili e tracciabili i dati lungo il ciclo di vita del prodotto. Per il serramento questa è una rivoluzione meno spettacolare di un vetro fotovoltaico o di un profilo bio-based, ma forse più profonda e che, potenzialmente, potrebbe avere un impatto deflagrante nell’ organizzazione aziendale. Oggi una finestra, dopo essere stata installata, spesso perde progressivamente la propria identità perché si sa chi l’ ha venduta, forse chi l’ ha posata, magari si conserva una scheda tecnica, ma dopo dieci o quindici anni molte informazioni, spesso importantissime, si disperdono. Per esempio: la tipologia di vetro, il gas utilizzato, il modello di ferramenta, la classe di verniciatura, la percentuale di materiale riciclato nel profilo e i prodotti con cui è stata effettuata l’ installazione. Il problema è che una finestra senza memoria è più difficile da manutenere, riparare, aggiornare e quasi impossibile da valorizzare nei suoi materiali a fine vita. Diventa come un libro senza indice: c’ è ancora materia, ma non c’ è più conoscenza organizzata. E quando manca la conoscenza, l’ unica soluzione diventa spesso la sostituzione completa, anche quando sarebbe possibile intervenire in modo più intelligente. A questo punto il tema diventa gestionale e non più tecnologico, perché il futuro chiederà alle aziende, di produzione o di installazione, non solo di produrre bene, ma di ricordare
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