L’ autore
Posa e nastratura del sottobancale termico
1. Perché“ si è sempre fatto così” È la giustificazione più debole, e purtroppo anche la più diffusa. Il mondo dei serramenti è profondamente cambiato negli ultimi vent’ anni: oggi parliamo di ponti termici, giunti primari e secondari, schiume elastiche, barriere vapore, valori Uw e norme UNI 11673. Pensare di continuare a lavorare come trent’ anni fa significa ignorare l’ evoluzione tecnologica e la complessità delle prestazioni richieste ai moderni infissi. In molti cantieri gli operatori edili che si occupano dei controtelai non sono formati, spesso non conoscono le tolleranze di posa, e talvolta non dispongono neppure delle attrezzature adeguate. In questi casi, il rischio di trovarsi con controtelai fuori squadro o montati con schiume rigide è altissimo. E alla fine chi ne paga le conseguenze è il serramentista. 2. Perché la norma UNI 10818 assegna la posa all’ impresa È vero: la norma UNI 10818 indica che, salvo diverse pattuizioni contrattuali, la posa dei controtelai è in capo all’ impresa esecutrice. Tuttavia, la stessa norma prevede esplicitamente che il serramentista possa occuparsene, qualora ciò sia concordato con il committente o previsto nel contratto di fornitura. Negli anni’ 90 il controtelaio era una struttura metallica annegata nel cemento, e quindi di competenza muraria. Oggi, invece, i controtelai e i monoblocchi si posano con viti, tasselli e schiuma poliuretanica. Un lavoro più affine alle competenze
Dettaglio del quarto lato con sigillatura con MS polimero e nastri di tenuta
L’ autore
William Bisacchi, serramentista da oltre trent’ anni, titolare dell’ a- zienda Bisacchi Bruno & C è diventato una figura di riferimento nel panorama della serramentistica nazionale. È Esperto Casaclima Junior posatore caposquadra di massimo livello( EQF-4) secondo la norma UNI 11673-2 e fa parte del consiglio direttivo dell’ associazione Unicmi. Autore del corso per serramentisti“ Edilizia D’ Elite” e docente dell’ accademia di formazione Ambrosi & Partners Gestisce uno dei blog di settore più seguiti, ha scritto una guida e un libro e da quasi 10 anni scrive su riviste tecniche. Dopo la lunga esperienza su ShowRoom Porte & Finestre prosegue la sua collaborazione con Nuova Finestra.
del posatore di infissi che non a quelle del muratore. Affidarsi ciecamente al testo normativo per giustificare una prassi obsoleta non è prudente. È più sensato- e professionale- farsi carico direttamente della posa di un componente così strategico, garantendo coerenza e controllo sull’ intero processo installativo. 3. Perché“ non è il nostro mestiere” È un timore diffuso, ma infondato. Posare correttamente un controtelaio non richiede conoscenze da capomastro, bensì precisione, metodo e attrezzatura adeguata: livello laser, turboviti, staffe di fissaggio e schiuma elastica. Sono gli stessi strumenti che ogni buon posatore di serramenti utilizza quotidianamente. L’ unico aspetto che può richiedere maggiore attenzione è la corretta gestione delle barriere vapore, interne ed esterne. Ma anche in questo caso, un serramentista formato secondo la norma UNI 11673-2( livello EQF4) possiede tutte le competenze necessarie per progettare e realizzare giunti di posa conformi. 4. Perché“ non si guadagna” È vero che la posa dei controtelai non è l’ attività più redditizia di un cantiere. Tuttavia, rifiutare di eseguirla per ragioni economiche è un errore strategico. Si tratta infatti di una fase cruciale per il risultato finale e può rappresentare un potente elemento di differenziazione commerciale. Chi si propone come fornitore e installatore completo- dalla posa dei controtelai fino al collaudo finale del serramento- comunica professionalità, controllo del processo e garanzia di prestazioni. In un mercato saturo di concorrenza basata solo sul prezzo, distinguersi per competenza tecnica è il modo più efficace per uscire dalla“ guerra dei preventivi”.
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