Il progettista
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il pubblico. Il progetto ha ottenuto attenzione nel panorama contemporaneo e riconoscimenti in concorsi e premi, che ne hanno sottolineato qualità compositiva, efficienza costruttiva e valore pratico-funzionale, segnalando un crescente interesse verso progetti sportivi fondati su chiarezza formale e qualità d’ uso.
Il progettista
Giulia de Appolonia si laurea con lode nel 1994 al politecnico di Milano. Dal 1991 al 2004 vive in Portogallo, dove lavora nello studio dell’ architetto J. L. Carrilho da Graça fino al 2000, occupandosi principalmente di grandi opere pubbliche e del recupero di edifici storici. Nel 2000 apre il suo studio a Lisbona. Tra i suoi progetti più importanti del periodo figura il Viva Science Center di Bragança. Nel 2005 rientra in Italia e apre un nuovo studio a Pordenone, vincendo il concorso internazionale per il Centro Congressi dell’ Istituto Zooprofilattico di Brescia. Nel 2008 fonda con Camillo Botticini lo studio“ ABDA”, con cui realizza progetti nazionali e internazionali di rilievo, tra cui un grande complesso multifunzionale ad Assago. Nel 2014 apre il proprio studio“ Giulia de Appolonia- Officina di architettura” a Brescia che si occupa di progetti di opere pubbliche di media scala con un focus particolare per l’ edilizia scolastica, sportiva, culturale e gli interventi paesaggistico / ambientali. Le sue opere sono state pubblicate in numerose riviste specialistiche ed è stata insignita di vari riconoscimenti nazionali ed internazionali.
INVOLUCRO E CONTESTO IN SINTONIA La strategia materica, come anticipato, prevede l’ uso del calcestruzzo per la base e di uno strato superiore traslucido, rispondendo sia a esigenze pratiche sia a obiettivi prestazionali. In un’ opera pubblica come un palazzetto dello sport, aspetti quali durabilità e facilità di manutenzione diventano fondamentali: oltre ai costi di realizzazione, è necessario progettare una struttura che mantenga nel tempo la propria funzionalità e consenta una gestione della manutenzione semplice e sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico. Di conseguenza, anche nella scelta dei materiali per le facciate è essenziale individuare il giusto equilibrio tra praticità, prestazioni, durabilità e valore estetico e compositivo. In questo progetto, alla scelta finale dei materiali hanno contribuito anche esigenze strettamente funzionali. La facciata superiore, traslucida, svolge un ruolo importante perché diffonde luce naturale nella zona del campo, riducendo l’ uso dell’ illuminazione artificiale durante il giorno e migliorando il comfort visivo per atleti e spettatori. La luce viene distribuita in modo uniforme, evitando fenomeni di abbagliamento e massimizzando lo sfruttamento dell’ illuminazione naturale. Il volume inferiore, invece, garantisce isolamento e protezione agli ambienti tecnici, agli spogliatoi e ai locali di servizio. Da un punto di vista compositivo, l’ equilibrio tra opacità e trasparenza rende leggibile la gerarchia funzionale dell’ edificio e contribuisce a una presenza architettonica contemporanea e misurata. L’ involucro diventa inoltre un mezzo attraverso cui dialogare con il contesto. Trasparenza e articolazione volumetrica possono essere elementi decisivi nell’ inserimento di una nuova struttura in un tessuto urbano eterogeneo. La componente materica non è ovviamente l’ unico linguaggio attraverso cui gestire questo rapporto: il progetto presta attenzione al paesaggio locale anche tramite dispositivi come la terrazza panoramica e i percorsi esterni. Questa dimensione“ pubblica” sottolinea l’ idea che il palazzetto non sia soltanto un contenitore tecnico, ma un luogo di aggregazione capace di integrarsi nel quotidiano della cittadinanza.
FACCIATA CONTINUA E POLICARBONATO Per la realizzazione delle componenti trasparenti dell’ involucro, si è scelto di utilizzare la soluzione Poliedra Sky 50 di ME- TRA Building, una facciata continua con montanti e traversi da 50 mm. Il prodotto si contraddistingue per la possibilità
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