NUOVA FINESTRA Gennaio 2025 | Page 29

mune questo tipo di caratterizzazione che mira a definire la vita utile , spesso in funzione della destinazione d ’ uso dei componenti sottoposti a prova . Tali norme possono prevedere test ciclici di funzionamento sotto carico , prove di sfregamento , serie di aperture e chiusure del prodotto finito possono caratterizzare o essere elementi di classificazione di prodotti , marcati CE oppure no , e restituiscono comunque dei valori che , opportunamente letti e decodificati informano - sicuramente - il produttore e spesso anche il consumatore della potenziale durata di vita del manufatto acquistato . Era questo che intendeva il signor London ? Forse no , ma è comunque un ottimo segnale di trasparenza . Se poi consideriamo la progettazione a vita da un punto di vista diverso , ossia quello ambientale , possiamo percorrere un ’ altra via normativa , quella più strettamente legata alle considerazioni di impatto che il prodotto ha sull ’ ambiente dal suo concepimento ( ecodesign ) alla sua produzione , al suo utilizzo , alla sua dismissione e al suo potenziale ( quanto auspicabile ) recupero . In questo caso entra in gioco una serie di norme molto ampia che va vagliata approfonditamente , per citarne alcune , possiamo richiamare la UNI EN ISO 14040:2006 Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Principi e quadro di riferimento , la UNI EN ISO 14044:2006 Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Requisiti e linee guida , e la ISO / TS 14072:2014 Environmental management - Life cycle assessment - Requirements and guidelines for organizational life cycle assessment , considerando però che l ’ ampiezza della considerazione ambientale del ciclo di vita ( ambientale ) dei prodotti si sta ampiando poderosamente evolvendosi da considerazioni che iniziano dalla natura delle materie prime e che , passando per il monitoraggio dei processi produttivi , giungono fino all ’ immissione sul mercato dei prodotti ( sistemi Cradle to Gate ), fino a giungere al concetto più completo che aggiunge alle fasi precedentemente citate quelle della
considerazione della vita utile , della dismissione e del riutilizzo del prodotto ( sistemi Cradle to Cradle ). Ma l ’ innovazione nel settore del serramento non si è fermata alla caratterizzazione e alla dichiarazione della loro potenziale durabilità , caratteristica peraltro richiamata nella nota UNI EN 14351-1 . È spesso andata oltre . Le evoluzioni in questo comparto sono state repentine nei contenuti tecnici a partire dai primi anni di questo secolo . Anni in cui i requisiti imposti dai disposti legislativi riguardanti prestazioni energetiche ( cfr . d . lgs 192 / 2005 e successive modifiche e integrazioni ) e di isolamento acustico ( cfr . DPCM 5 / 12 / 97 ) sono entrati prepotentemente tra i dati di input di un progetto . La marcatura CE , obbligatoria per i serramenti esterni dal 2010 , ha poi messo i produttori davanti a una serie di prestazioni che la norma armonizzata di prodotto UNI EN 14351-1 richiama che , pur non avendo limiti imposti dalla legge , potevano offrire argomenti commerciali ( o , per meglio dire , tecnico-commerciali ) potenzialmente vincenti . In questi casi la norma e , ovviamente , i disposti regolatori sono stati insieme elementi scatenanti e guida degli interventi di innovazione . Nelle ultime decadi , poi , la presa di coscienza dell ’ impatto estetico di un serramento come elemento di architettura ha portato ulteriori stimoli per l ’ evoluzione . Evoluzione che incide non soltanto sull ’ estetica , si badi bene : in questi casi , infatti , la norma interviene quindi come elemento guida durante lo sviluppo del nuovo prodotto offrendo preziosi dati di input per la progettazione . Prendiamo come esempio la creazione di una serie di finestre con un impatto minimale del profilo di telaio e anta : la sua progettazione dovrà forzatamente essere non solo mirata a rispettare le richieste di impatto architettonico , ma anche funzionali , di durabilità e prestazionali ( anche , ma non solamente , a causa dei testi di norme e leggi citati poc ’ anzi ). Infine , c ’ è un tipo di innovazione che è totalmente indipendente da leggi commerciali ( obsolescenza
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