NUOVA FINESTRA Febbario 2026 | Page 61

facciata, ancorati a loro volta a quest’ ultimo mediante staffaggi. Alla sottostruttura viene affidato il compito di realizzare l’ esatto piano di posa del rivestimento e, dietro al medesimo, lo spazio assegnato all’ intercapedine ed all’ isolante.
Le tipologie di sottostruttura sono normalmente di tre tipi:
• a soli montanti( più comuni),
• a montanti e traversi,
• a soli traversi, Tutte tre le tipologie sono realizzabili con profili di diversi materiali, sezioni, spessori e modalità di assemblaggio. I materiali più utilizzati sono l’ acciaio zincato, l’ acciaio inox AISI 304 o 316( a seconda della composizione e dell’ aggressività atmosferica nel luogo di impiego), le leghe di alluminio, il legno ed i materiali compositi fibrorinforzati. È bene che la scelta del materiale della sottostruttura sia armonizzata a quella del rivestimento: la leggerezza del rivestimento ben si sposa con quella della sottostruttura e viceversa( ad esempio: lastre sottili e calibrate di gres porcellanato in genere si utilizzano con sottostrutture con profili in alluminio estruso, mentre con lastre lapidee di elevato spessore si abbinano spesso profilati in acciaio, zincato o inox). I sistemi a soli montanti sono composti da profili verticali vincolati alla struttura perimetrale ed ai tamponamenti dell’ edificio mediante staffe di varie forme e dimensioni. Dal punto di vista statico, è bene che essi lavorino il più
Esempio di sottostruttura a montanti e traversi( fonte: www. adermalocatelli. it) possibile a trazione rispetto ai carichi verticali e come trave continua su più appoggi, riguardo a quelli orizzontali. I montanti vengono in genere fissati superiormente, sulla testa delle solette di ciascun piano e sulle quali ripartiscono l’ intero peso di sottostruttura e rivestimento, e controventati a passo regolare( in genere pari a 1 / 3 o a 1 / 4 dell’ altezza di interpiano) alle chiusure di supporto perimetrali al fine di ridurne la luce di libera inflessione. È preferibile che la lunghezza dei montanti sia pari a quella di interpiano, sia per agevolarne il trasporto e la movimentazione nel cantiere e sul ponteggio, fisso o mobile, sia per conseguire un favorevole comportamento sismico riguardo all’ assecondamento degli spostamenti e movimenti differenziali tra piano e piano dell’ edificio( i cosiddetti drift di piano). Lo schema statico è del tipo a cerniera e carrelli con attrito, particolarmente indicato per il controllo delle dilatazioni termiche, l’ assecondamento dei movimenti dell’ edificio e la naturale stabilizzazione dell’ intero sistema di sottostruttura e rivestimento ad opera del suo peso proprio. I sistemi a montanti e traversi presentano, invece, un doppio ordine di profili. I traversi ricevono dal rivestimento le sollecitazioni( verticali, orizzontali, flettenti e torcenti) e le trasferiscono ai montanti cui sono collegati e che, a loro volta, le trasmettono all’ edificio tramite i loro punti di ancoraggio. Questi sistemi offrono maggiore resistenza meccanica, flessibilità di montaggio e smontaggio, adattabilità a forme e geometrie complesse dell’ involucro edilizio. La soluzione montanti e traversi è quella più indicata a realizzare la reciproca ottimizzazione tra sottostruttura e rivestimento per la maggior parte dei materiali oggi in commercio ed a presentare il più favorevole rapporto potenziale tra prestazioni e costi quando i requisiti di progetto siano particolarmente stringenti ed impegnativi, come nel caso di edifici alti, complessi, con facciate opache molto ampie, in zone ad alto rischio sismico, ecc.
FISSAGGI DEL RIVESTIMENTO Per collegare e vincolare il rivestimento alla sottostruttura si utilizzano appositi fissaggi, che possono essere a vista o nascosti. Al primo tipo appartengono mollette, clips e ganci agenti direttamente sui bordi degli elementi di rivestimento, nonché viti, rivetti e bulloni passanti da inserire frontalmente in fori opportunamente distribuiti lungo i bordi e, per gli elementi più sottili e di ampia superficie anche in mezzeria o lungo altre linee di frazionamento della loro larghezza o altezza. Questi dispositivi sono realizzati prevalentemente in acciaio inox, acciaio armonico o in lega di alluminio, a seconda del peso degli elementi del rivestimento cui devono essere abbinati e delle loro modalità di collegamento, meccanico o a scatto, al mezzo di supporto. Essi hanno una superficie frontale molto piccola e, sempre che il loro colore non sia in netto contrasto con quello del
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