Soluzione tradizionale sopra pavimento Soluzione con telaio incassato e drenaggio
Il punto di partenza nella progettazione delle soglie è sempre la normativa. In Italia, il riferimento principale è il decreto ministeriale 236 del 14 giugno 1989, che stabilisce un dislivello massimo pari a 25 mm tra i componenti a livello del pavimento. Questo valore è ormai ben conosciuto soprattutto grazie al bonus barriere architettoniche del 75 %, ma resta comunque poco interiorizzato nella pratica. La norma, pur essendo stata introdotta più di trent’ anni fa, rappresenta, infatti, ancora oggi il punto di riferimento obbligato per ogni intervento che voglia garantire accessibilità.
POSA A FILO E ACCESSIBILITÀ: GESTIONE E DRENAGGIO Quando si parla di soglie, il requisito principale da considerare è l’ accessibilità. Che si tratti di un edificio ad uso terziario, un appartamento, un balcone o altri ambienti, è fondamentale permettere il passaggio comodo e sicuro attraverso il serramento di qualunque tipo esso sia. Nel caso di impiego di serramenti scorrevoli, ad esempio, la soluzione apparentemente più semplice- dal punto di vista del serramentista- è quella di incassare la soglia nel pavimento, utilizzando lo stesso prodotto, senza modifiche strutturali al serramento stesso, nascondendo il telaio sotto il pavimento. In questo scenario, il pavimento risulta a filo del telaio, che risulta incassato nella struttura. È una soluzione efficace, a patto che venga pianificata in fase progettuale. Se il dialogo tecnico tra progettista e impresa costruttrice avviene con il giusto anticipo, è possibile progettare e adottare,
pertanto, questa configurazione. Piena accessibilità, quindi, che rappresenta un requisito essenziale, ma che, in ogni caso, deve fare i conti con la tenuta all’ acqua del serramento e con l’ evacuazione dell’ acqua che può investire il serramento durante un temporale. Tornando al caso del serramento menzionato in precedenza, nelle soluzioni sopra pavimento si utilizzano drenaggi frontali, ma quando il telaio è incassato, questo sistema non è più praticabile e bisogna perseguire altre soluzioni. Una di queste e forse la più semplice è utilizzare delle lamiere presso-piegate a forma di“ U”, da posizionare sul lato esterno del serramento, sempre a filo pavimento, e che possano convogliare l’ acqua in un canale di scolo- o in altri sistemi di drenaggio. Questa è senza dubbio una soluzione artigianale, che può funzionare, ma che richiede una certa perizia: la piegatura della lamiera, infatti, è affidata alla capacità manuale di chi la realizza. Inoltre, la lamiera deve essere adeguatamente protetta, sia per garantirne la protezione dagli agenti atmosferici, sia per resistere al passaggio dell’ acqua, che inevitabilmente la attraversa. Si tratta, quindi, di una soluzione che va valutata di volta in volta, in base al progetto. Una via più strutturata, adatta non solo per serramenti scorrevoli ma in generale per tutte le tipologie di serramenti, è rappresentata dalle soluzioni già industrializzate che prevedono l’ utilizzo di un profilato in alluminio, anch’ esso a forma di“ U”, direttamente collegato al sistema di evacuazione dell’ acqua. In questo caso, il raccordo funziona in modo analogo a quelli dei tubi da giardino: accessori già instal-
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