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QUANDO IL PROBLEMA È NELL’ ARIA
Lucia Carleschi
L’ inquinamento ambientale costituisce il principale rischio per la salute, e il più pericoloso è quello indoor. Servono competenze specifiche per valutare la salubrità degli ambienti, che è un diritto. Meglio prevenire i problemi attraverso scelte mirate di materiali e tecnologie
In un mondo di persone sempre più appassionate di pratiche salutistiche, forse non si dedica sufficiente attenzione alla qualità dell’ aria che respiriamo. È la stessa OMS( Organizzazione Mondiale per la Sanità) che ci dice che l’ inquinamento ambientale costituisce il principale rischio per la salute. È presente sia fuori sia dentro gli edifici, ma il più pericoloso è quello indoor, perché è lì che trascorriamo fino al 95 % del nostro tempo. Vari tipi di sintomatologie sono ricollegabili al vivere in un ambiente problematico, e si calcola che questo riguardi tra il 15 e il 25 % della popolazione mondiale. La dermatite è una di quelle patologie che potrebbe dipendere da un contesto insalubre. Il passo successivo è la sensibilità chimica multipla, una vera e propria malattia da inquinamento, altamente invalidante. In Italia ne soffrono 2 milioni e 300mila persone. In presenza di dati così allarmanti, lo scorso ottobre il Parlamento europeo ha approvato il testo finale della nuova Direttiva sulla qualità dell’ aria, che andrà a sostituire la precedente Direttiva 2008 / 50 / CE. Una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Ue, gli Stati membri avranno due anni di tempo per il suo recepimento, ed entrerà in vigore il primo gennaio 2030.
LA SALUBRITÀ NON È UN ACCESSORIO L’ inquinamento indoor, che è indipendente dal contesto abitativo, è stato oggetto di una serie di presentazioni che hanno visto alternarsi sul palco di Klimahouse 2025 diversi esperti, coordinati da Maria Chiara Voci e Andrea Dell’ Orto di Home Health & High-Tech, la community dedicata all’ a- bitare sano e sostenibile che da anni collabora con l’ evento altoatesino. Al numeroso pubblico, collegato anche via web, è stato ricordato che quasi sempre ci si limita a considerare l’ estetica degli edifici, senza guardare alla sostanza, ai materiali che costituiscono il nostro ambiente domestico. A volte facciamo acquisti con superficialità, senza pensare ai danni che può causare ciò che ci portiamo in casa. L’ arredamento, per esempio, è una delle principali fonti di inquinamento indoor, poiché è pieno di colle e produce molti Voc( com-
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