Tab. 7 |
Target prevalente |
Tab. 8 |
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della comunicazione |
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Target prevalente della comunicazione per tipologia attività
Consumatore finale( privato)
Architetti e progettisti
Installatori
Rivenditori
Non investiamo in comunicazione
Altro
4,1 %
2,2 %
6,3 %
8,9 %
16,8 %
61,6 %
0 % 10 % 20 % 30 % 40 % 50 % 60 % 70 %
Produttore senza SR
Produttore con SR
Rivenditore puro
0,7 %
0,0 % 1,2 %
5,5 %
9,6 %
16,4 %
14,0 %
15,3 %
23,6 %
41,8 %
68,4 %
Consumatore finale( privato)
Architetti e progettisti
Installatori
81,2 % Rivenditori
0 % 10 % 20 % 30 % 40 % 50 % 60 % 70 % 80 % 90 % 100 % sta investendo in comunicazione. Le risposte ponevano infatti diverse alternative. Ha prevalso la risposta, se vogliamo, più generica visto che più della metà degli intervistati ha risposto“ Trovare nuovi clienti” con il 52,1 % delle risposte, seguita dalla volontà di“ dare visibilità alla propria azienda oltre il proprio bacino d’ utenza” con il 39 % e“ rafforzarne il brand” 31,4 %. Una percentuale meno nutrita, pari al 21 %, ha risposto“ Essere tra i primi contatti a cui si rivolge il cliente quando cerca il prodotto”. La distribuzione di queste risposte suggerisce quindi come l’ investimento in comunicazione venga affrontato più con obiettivi generici, piuttosto che con obiettivi precisi e calibrati, il che, come premesso, potrebbe rappresentare la prima causa di insoddisfazione a seguito di un investimento spesso consistente.( Tabella 6)
IL TARGET DI COMUNICAZIONE Per la grande maggioranza degli intervistati, pari al 61,6 %, l’ impegno e l’ investimento in comunicazione vengono ri-
Target prevalente della comunicazione
IL 61,6 % DI CHI HA RISPOSTO ALL’ INDAGINE CONCENTRA L’ INVESTIMENTO IN COMUNICAZIONE SUL CONSUMATORE FINALE( PRIVATO) volti in prevalenza al cliente privato, consumatore finale. Al secondo posto, staccato di molto, il secondo target è rappresentato da architetti e progettisti con il 16,8 % delle risposte. L’ indagine, quindi, rivela che più nel tempo le aziende si rivolgeranno direttamente al cliente privato più saranno impegnate a investire in azioni di comunicazione.( Tabella 7)
Questo aspetto viene messo in particolare evidenza se si incrociano i risultati con la tipologia di azienda. È evidente come i rivenditori puntino con la loro comunicazione a dialogare quasi esclusivamente con il cliente privato, 81,2 % delle risposte, così come i produttori con showroom, 68,4 %. È interessante notare come i produttori puri stiano modulando differentemente la loro comunicazione direzionandola su più versanti, dal 41,8 % che si rivolge al cliente privato fino al 5,5 % che si rivolge agli installatori, passando per architetti e progettisti, 23,6 % e rivenditori, 16,4 %. Tale dato suggerisce come questi operatori rappresentino una categoria di investitori per certi versi meno quantitativi, nel senso che investono in proporzione meno dei colleghi che gestiscono uno showroom, ma più qualitativi ovvero maggiormente attenti a direzionare il loro investimento su più versanti, diventando così interlocutori particolarmente interessanti per quelle agenzie di comunicazione che offrono soluzioni comunicative più strutturate, perché necessitano di saper comunicare adeguatamente a diversi target utilizzando contenuti e strumenti differenziati.( Tabella 8).