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quanto previsto dallo standard. Il“ tetto alla catena del valore” è un tassello fondamentale della semplificazione. Le grandi aziende non potranno richiedere dati alle PMI nella catena di fornitura oltre quanto previsto dallo standard VSME. Così, si elimina il rischio di conflitto tra obblighi di aziende di taglia diversa che appartengono alla stessa catena del valore. Nel complesso, il value chain cap riduce l’ effetto a cascata degli obblighi su 23 milioni di PMI europee. L’ obbligo di doppia materialità era un pilastro della CSRD originale. La sua rimozione per le PMI che adottano il VSME segna un cambio di paradigma. Da un lato, la rinuncia alla doppia materialità riduce i costi di compliance del 38 % per le PMI. Costi che la Commissione UE stima in 4,2 miliardi l’ anno. Dall’ altro lato, rischia di creare un buco informativo sui dati di impatto ambientale diretto. Il compromesso adottato nel pacchetto Omnibus UE prevede che le grandi imprese( quelle con oltre 1.000 dipendenti) continuino ad applicare la doppia materialità. Tuttavia, avranno flessibilità nella selezione degli indicatori.
I PRO E CONTRO DELLA SEMPLIFICAZIONE Un nuovo equilibrio tra controllo lato governo e agilità operativa lato imprese. Si può riassumere così il senso delle proposte del pacchetto Omnibus UE per la riforma degli obblighi di assurance, i controlli di conformità della reportistica di sostenibilità con la normativa di riferimento. Le semplificazioni della CSRD cercano un bilanciamento tra affidabilità dei dati ESG e sostenibilità dei costi per le imprese. In quest’ ottica, il pacchetto Omnibus UE introduce tre innovazioni strutturali:
• abolizione del percorso verso la reasonable assurance;
• transizione da standard vincolanti a linee guida flessibili;
• regime“ opt-in” per la rendicontazione per la Tassonomia UE. Il nuovo quadro semplificato mantiene l’ obbligo di doppia certificazione( finanziaria e ESG) per le imprese quotate. Ma separa i processi. Sono quindi consentiti audit paralleli, con team distinti. Questa scelta, si legge negli studi di impatto condotti dalla Commissione, riduce i conflitti di interesse, ma solleva interrogativi sull’ armonizzazione delle metodologie. Un aspetto particolarmente critico per i settori ad alta intensità di carbonio. Se da un lato, possiamo registrare queste misure come un passo importante verso la semplificazione delle norme di sostenibilità, un obiettivo da tempo auspicato, dall’ altro, non mancano le critiche. Alcuni osservatori ritengono che la riduzione degli obblighi di rendicontazione possa indebolire la trasparenza e la responsabilità delle aziende, soprattutto in un contesto globale in cui la sostenibilità è sempre più al centro delle politiche economiche. La marcia indietro della Commissione europea, tuttavia, non è totale. Se da un lato si cerca di alleggerire il carico normativo per le imprese, dall’ altro si mantiene l’ impianto generale del Green Deal, confermando l’ impegno dell’ Ue verso una transizione ecologica ed equa. Resta da vedere come queste modifiche verranno recepite e applicate a livello nazionale, in un panorama economico e politico in continua evoluzione. L’ esito finale dipenderà dal processo di negoziazione interistituzionale e dalla capacità di trovare un equilibrio tra le diverse posizioni degli Stati membri e degli stakeholder. Le proposte contenute nel Pacchetto Omnibus dovranno essere approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’ UE prima di entrare ufficialmente in vigore. Le discussioni parlamentari nelle prossime settimane saranno cruciali per definire i dettagli finali di queste modifiche normative. Alle aziende italiane, in attesa che la proposta della Commissione europea passi al vaglio di Parlamento europeo e consiglio Eu, non si può non suggerire di valutare come le questioni ESG interagiscono in modi positivi e significativi direttamente sulla loro competitività. Abbiamo, infatti, bisogno di una nuova narrazione post-omnibus, una narrazione che ci guidi oltre la scelta artificiale tra avere normative ambiziose ed essere competitivi. È tempo di rafforzare questa narrazione e di ancorarla molto meglio alle aziende.
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