NUOVA FINESTRA Aprile 2025 | Page 101

L’ AUTORE
Negli ultimi mesi, alcune decisioni prese a livello europeo possono apparire come un cambio di rotta. Si pensi alle proposte presentate dalla Commissione Ue il 26 febbraio 2025 nell’ ambito del pacchetto Omnibus, un insieme di proposte legislative che punta a ridurre gli oneri burocratici per le imprese, in particolare quelle coinvolte nella rendicontazione di sostenibilità.“ Oggi, la regolamentazione è vista da oltre il 60 % delle aziende dell’ UE come un ostacolo agli investimenti. Il 55 % delle PMI segnala gli ostacoli normativi e gli oneri amministrativi come la loro sfida più grande”, ha dichiarato Valdis Dombrovskis, commissario UE per il commercio. Il pacchetto ha introdotto delle modifiche su diversi piani: quella più rilevante consiste nell’ innalzamento della soglia dimensionale per l’ obbligo di reporting. Ricordiamo che la Direttiva CSRD( Corporate Sustainability Reporting Directive) ha introdotto nuovi standard di reporting più rigorosi e dettagliati, che richiedono alle aziende di fornire informazioni più complete e affidabili sulle proprie performance di sostenibilità. Il pacchetto Omnibus prevede che resteranno soggetti solo le imprese con oltre 1.000 dipendenti( contro i 250 precedenti) e un fatturato superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio oltre 25 milioni. Questo esclude dall’ obbligo:
• l’ 80 % delle circa 50.000 società originariamente interessate a livello europeo;
• tutte le PMI quotate( previste nella 3 ° fase di implementazione);
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Angelo Bongio
Angelo Bongio, consulente sui temi della sostenibilità e valutatore impatto certificate CEPAS. Si occupa di sviluppo sostenibile da 2005 come animatore di progetti territoriali, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Ha maturato molteplici esperienze professionali all’ interno di associazioni di categoria e di agenzie di sviluppo occupandosi di sostenibilità, innovazione digitale e sviluppo della competitività delle imprese. Collabora con la cattedra di Elementi Economia Internazionale- Università Cattolica del Sacro Cuore. È fra i soci fondatori di Assobenefit, l’ associazione nazionale per le Società Benefit. Nel 2023 ha pubblicato“ Sistema diffuso delle PMI e delle imprese artigiane naturalmente benefit e sostenibile”, con Paolo Manfredi in Raul Caruso, Bellavite Carlo Pellegrini,“ Società Benefit. Profili giuridici ed economico aziendali”, EGEA Milano 2023.
• le controllanti di gruppi“ non sistemici”. In altre parole, la CSRD si limiterà essenzialmente alle società già soggette all’ obbligo di bilancio consolidato, ovvero quelle con strutture e risorse adeguate ad affrontare questa sfida. Inoltre, la Commissione ha concesso due anni aggiuntivi per permettere alle aziende di prepararsi meglio, riconoscendo che il cambiamento richiesto dalla CSRD è radicale. Il numero di indicatori richiesti sarà ridotto e non verranno introdotti indicatori specifici per settore, rendendo la normativa più uniforme e leggibile.
IL VOLUNTARY STANDARD FOR MICRO ENTERPRISES Il cuore delle semplificazioni della CSRD( Corporate Sustainability Reporting Directive) risiede nell’ introduzione del Voluntary Standard for Micro Enterprises( VSME). È uno schema per le PMI ridotto a 15 indicatori chiave contro gli 82 degli ESRS( European Sustainability Reporting Standards) originari. Gli ESRS sono i nuovi standard europei di reporting di sostenibilità introdotti nel 2023, che coprono questioni ambientali, sociali e di governance( ESG). Le PMI non quotate che aderiscono al VSME:
• sono esentate dall’ analisi di doppia materialità: si possono limitare a valutare i rischi finanziari legati alla sostenibilità senza dover documentare gli impatti ambientali e sociali generati;
• adottano un reporting biennale invece che annuale;
• beneficiano di un“ value chain cap” rafforzato che impedisce alle grandi aziende di richiedere dati aggiuntivi oltre
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